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AlbertoConte

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Via Francigena: istruzioni per l'uso, di A. Conte

Un viaggio a piedi lungo la Via Francigena è ancora oggi una piccola avventura, che richiede un’adeguata preparazione. Non solo fisica, ma soprattutto logistica e tecnica. In questo articolo trattiamo gli aspetti legati alla segnaletica, alle guide e all’accoglienza lungo il percorso.

Questo articolo è stato scritto da Alberto Conte per conto del Ministero per i Beni Culturali - DGBID, ed è stato pubblicato nella newsletter del sito "Francigena Librari".Clicca qui per leggere la newsletter completa e iscriverti.

La segnaletica

Rispetto al più noto Cammino di Santiago, in cui la flecha amarilla (la freccia gialla inventata da un parroco galiziano) accompagna il pellegrino lungo tutto l’itinerario, l’orientamento è più difficoltoso, poiché la Via Francigena è ancora oggi segnalata solo in parte, e purtroppo non sempre in modo univoco. E’ infatti recente la “certificazione” di un itinerario ufficiale, riconosciuto dal Governo italiano e dalle Amministrazioni locali, che hanno cercato di mettere ordine in una babele di interpretazioni del percorso, che può cambiare sensibilmente a seconda della guida o della mappa utilizzata dal pellegrino. Attualmente (Dicembre 2009) il percorso italiano della Via Francigena è segnalato per circa il 50% della lunghezza. Per motivi tecnici e amministrativi la posa dei cartelli è avvenuta finora “a macchia di leopardo”, per cui zone in cui la segnaletica è posata con continuità si alternano a zone in cui senza una mappa è impossibile orientarsi. La segnaletica “ufficiale” installata finora lungo l’itinerario è di tre tipi:

  • il tipo D è un cartello conforme al codice della strada, e che viene quindi installato lungo i tratti di percorso in cui transitano anche veicoli a motore;
  • Il tipo E è un piccolo cartello che si presta all’installazione lungo strade campestri e sentieri;
  • Il tipo F è un supporto in alluminio giallo su cui viene installato un segnavia, munito di una freccia. E’ stato concepito sia come segnavia di conferma, sia come segnale direzionale da installare in aree di particolare pregio ambientale.

Oltre alla segnaletica illustrata sopra, il pellegrino incontrerà lungo il cammino innumerevoli altri tipi di indicazioni: dai cartelli turistici simili a quelli di tipo D ma senza le icone dei due escursionisti, a segnavia di vernice con le forme più diverse. A volte tale segnaletica indica il percorso ufficiale, altre volte conduce il pellegrino lungo itinerari descritti da altre guide, o liberamente tracciati da chi li ha poi segnalati. E’ facile immaginare la confusione che ciò genera nel camminatore, che rischia di perdersi a volte perché la segnaletica manca, altre volte perché in uno stesso bivio trova più indicazioni contraddittorie. Per i motivi di cui sopra è consigliabile dotarsi di una guida, e consultarla ogni volta che c’è un dubbio sul percorso: anche se la Via Francigena non attraversa territori disabitati o zone pericolose, perdersi non è mai piacevole, soprattutto dopo aver percorso molti chilometri a piedi.

Le guide al percorso

La guida del percorso ufficiale è scaricabile gratuitamente dal sito MiBAC-DGBID (www.francigenalibrari.beniculturali.it) . E’ costituita da 40 road book completi di mappe in scala 1:25.000, che descrivono bivio per bivio ogni tappa. Il formato (e quindi il peso) dei road book può essere ridotto stampando fronte-retro due pagine per foglio. Chi ha più dimestichezza con la tecnologia può invece orientarsi con un navigatore GPS, scaricando le tracce delle tappe dal sito MiBAC-DGBID.

Superato il primo impatto, il GPS si rivela molto utile, poiché evita al pellegrino la lettura del road book e della mappa in ogni bivio, che alla lunga può risultare stancante. Inoltre se si sbaglia strada il GPS consente di ritrovare rapidamente l’itinerario giusto.

Oltre alla guida ufficiale sono disponibili in commercio altre pubblicazioni, tra cui citiamo le principali:

  • Guida alla Via Francigena (autori D’Atti/Cinti) - Terre di Mezzo Editore – è la guida cartacea più diffusa, e descrive l’itinerario tra il Passo del Monginevro e Roma.
  • TopoFrancigena – edita dall’Associazione Internazionale della Via Francigena, è molto diffusa all’estero;
  • Lightfoot guide to the Via Francigena (autori ed editori Chinn/Gallard), si sta affermando tra il pubblico di lingua inglese;
  • Via Francigena (autrice Birgit Gotzmann) – Conrad Stein editore, molto diffusa tra il pubblico di lingua tedesca.

Esistono altre guide in lingua italiana, meno diffuse. E’ importante che il pellegrino sappia che tutte queste guide propongono percorsi diversi da quello ufficiale (con la sola eccezione della guida di Chinn/Gallard, che si sta uniformando al percorso ufficiale e comunque lo riporta sempre sulla cartografia, anche quando suggerisce una variante). Inoltre tutti i percorsi proposti sono diversi tra loro.

L’accoglienza

Risolto (almeno speriamo), il problema del percorso, bisogna affrontare il tema dell’accoglienza. Anche in questo caso è bene organizzarsi in anticipo, identificando in ogni tappa una struttura ricettiva adeguata alle proprie esigenze. L’organizzazione del Cammino di Santiago, in cui mediamente si trova almeno un “albergue” economico ogni 10 km, in grado di accogliere i pellegrini senza prenotazione, è ancora un sogno. E’ bene informarsi in anticipo, ed avvertire del proprio arrivo almeno il giorno prima. Un elenco delle strutture ricettive può essere scaricato dal sito dell’AEVF - Associazione Europea delle Vie Francigene (www.viefrancigene.eu). Una pubblicazione di nome “Dormifrancigena” può essere acquistata dall’AIVF - Associazione Internazionale delle Vie Francigene ( www.francigena-international.org ) , mentre anche la guida di Paul Chinn elenca numerose soluzioni. Come nel caso della segnaletica, ancora non esiste uno standard per l’accoglienza: le strutture che in Italia si definiscono ostelli, in genere prevedono un livello qualitativo e un prezzo più alti rispetto alle esigenze dei pellegrini. Lungo il cammino di Santiago si dorme in camerate che a volte ospitano più di 100 letti a castello; il coprimaterasso e la federa del cuscino vengono lavati ogni due settimane circa, poiché ogni pellegrino ha il proprio sacco a pelo. Bagni e docce sono in comune, e spesso gli ospiti possono utilizzare la cucina. I prezzi vanno da un’offerta libera a 6 Euro per gli ostelli parrocchiali e municipali, fino a 10 Euro per quelli privati. Gli ostelli italiani in genere costano dai 12 Euro in su, ma non è raro pagare attorno ai 25 Euro per un letto con lenzuola in camera da due o da quattro posti, magari con bagno in camera. Insomma, prezzi congrui ma troppo alti per chi deve stare in viaggio mesi. Un’alternativa agli ostelli sono le parrocchie, che offrono ospitalità in strutture più o meno attrezzate, in genere in cambio di un’offerta. E’ fondamentale portare con se una credenziale, il documento che attesta lo status di pellegrino, e che deve essere timbrato in ogni tappa per poter essere accolti nelle parrocchie e richiedere il Testimonium all’arrivo a San Pietro. La credenziale può essere richiesta all’AEVF o ad altre organizzazioni attive lungo la Via Francigena.

L’ospitalità gratuita in case private

Segnaliamo infine la possibilità di trovare accoglienza gratuita in case private: nel sito www.couchsurfing.org, leader mondiale per lo scambio gratuito di ospitalità, esiste un gruppo, creato da chi scrive, dedicato proprio all’ospitalità dei camminatori http://www.couchsurfing.org/group.html?gid=19653. Al gruppo sono iscritte alcune persone che offrono – senza impegno – ospitalità ai pellegrini lungo la Via Francigena. L’accoglienza in case private è una grande opportunità per approfondire la conoscenza del territorio che si attraversa, e per entrare in relazione con chi lo abita, gettando le basi per amicizie spesso destinate a durare a lungo. Nel Medio Evo il pellegrino veniva spesso ospitato nelle case private perché, secondo il Vangelo, aprendogli le porte si accoglieva il Cristo. Inoltre il viaggiatore che arrivava da lontano portava con se le notizie, i racconti, la conoscenza, la cultura del suo paese e dei luoghi attraversati. Il forestiero era visto come una risorsa, non solo economica ma anche culturale. Un ruolo che oggi purtroppo è andato perduto, e che oggi possiamo recuperare.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla newsletter del sito www.francigenalibrari.beniculturali.it, il nuovo portale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali dedicato alla Via Francigena.