Tappa 06 - Da Wisques a Auchy au Bois

Una leggera nebbiolina si adagia ai piedi del bosco davanti all'Abbazia. Deve aver piovuto stanotte: l'erba è umida e e si sente il caratteristico odore di bagnato.

Ho trovato del pane e della marmellata stamattina sul tavolo della cucina: la cara suor Luise deve essersi alzata presto per portarmela sapendo che sarei partita prima delle sette. In paese non trovo nemmeno una indicazione.

Suor Luis ieri sera mi confermava che c'è una gran confusione riguardo alla rotta da seguire verso Roma, in quanto i vari paesi litigano tra di loro per avere il privilegio che la Via Francigena passi sulle loro strade.

E alla fine chi ci rimette è il pellegrino, anch'esso confuso, che non sa che via scegliere, che non sa dove sarà ben accolto..

Fa freschino stamattina ma passo dopo passo riesco a riscaldarmi. Sento un pò di pigrizia nei piedi e il duro asfalto certo non è un grande stimolo ma....avanti!

La strada che percorro, per quanto sia secondaria è un pò più trafficata propabilmente a causa dell'orario; tutti si muovono per andare a lavorare ed è buffo osservare le persone attraverso il finestrino dell'auto, con i visi cupi e mezzo addormentati che oltretutto mi guardano come se fossi un extraterrestre...ieri ho chiesto a suor Luise se passavano tanti pellegrini e la sua risposta è stata che quest'anno erano passati in molti: ben 25 da gennaio! Molti??? Ho ben capito perchè la gente mi guarda incuriosita..

Ogni tanto dò un'occhiata alla mia guida per essere certa di andare nella direzione giusta; attraverso Wizernes e proseguo per Helfaut, dove entro in un bar a bere qualcosa di caldo.

Una lunga strada in discesa si perde nei campi di grano all'uscita del paese. Il telefono squilla: una cara amica che vuole sapere come procede il Cammino.

Oggi mi sento un pò nostalgica: sento come se le mie ali non volessero dispiegarsi. Gli accadimenti del passato mi rapiscono e ripenso a mio padre, con un certo velo di tristezza. Non è così che vorrei ricordalo; desidero ricordarlo con un sorriso, ma forse è ancora troppo presto...l'accettazione della morte è forse una delle più alte espressioni della conquista della libertà da parte dell'Essere Umano ed io so che devo ancora lavorarci molto su questo punto.

Anche la morte stessa in fondo è una forma di liberazione: una liberazione dello spirito che si vincola dalla materia per tornare a fondersi con l'Uno. Il corpo è un grande dono di Dio e dobbiamo rispettarlo ed usarlo per la nostra evoluzione interiore, ma non è eterno...dobbiamo imparare ad accettarlo!

E proprio mentre rifletto sulla morte, noto che sulla mia destra, al lato della strada c'è una grande statua con Cristo sofferente sulla croce. Mi fermo ad osservarlo... poi prego alla memoria di mio padre.

Continuo senza sosta nella campagna del Nord-Pas-de-Calais, attraversando ancora un piccolo paesino, Inghem, fino a raggiungere Therouanne. Cittadina frenetica, forse a causa del passaggio di una importante strada che confluisce proprio nel centro portando molto traffico e molto rumore.

Decido di fermarmi a riposare un pò nella piazzetta della chiesa dove approfitto della presenza di una bancarella di frutta per comprarmi una banana.

Ancora senza alcuna indicazione proseguo lungo un'altra strada provinciale, fortunatamente anch'essa semideserta. Protagonisti sempre i campi di grano, ormai quasi pronti per la mietitura e il susseguirsi di tranquilli paesini, dei quali mi colpiscono le splendide villette che li compongono in forte contrasto con gli antichi cascinali ancora adibiti all'allevamento di vacche e maiali.

Il caldo comincia a farsi sentire e anche la stanchezza. Non manca molto ma gli ultimi chilometri sembrano non finire mai. Avrei dovuto arrivare ad Amettes, ma decido di fermarmi tre chilometri prima ad Auchy-au-Bois dove sulla guida c'è la raccomandazione per un Bed & Breakfast.

Un bambino in bicicletta, dopo avergli mostrato l'indirizzo, mi accompagna in cascinale ristrutturato poco lontano dove una gentile signora mi accoglie offrendomi un succo di frutta. E' veramente un posto accogliente e dotato di tutti i comfort nella sua semplicità in stile rustico; c'è persino il wifi, cosa che per oggi mi consente di risparmiare sulle spese della chiavetta di connessione internet.

Unica pecca di questo luogo è che manca un negozio di alimentari, il che per me è un problema, dato che sono vegetariana. Mi accontenterò del solito panino al formaggio del bar.

Mentre trovo le parole per finire questa pagina penso a tutti voi, amici, che mi state seguendo... e forse il modo migliore è proprio concludere con un GRAZIE.

Grazie al Cammino per le emozioni che sempre mi regala e grazie a voi che mi date la possibilità di condividerle e che mi state vicino con i vostri pensieri e con i vostri messaggi...