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Nostalgia Parigina

sab 17 Lug 2010

"Per il tuo prossimo compleanno ti porto a Parigi"

In piedi, di fronte a Notre Dame, rivivo l'ultima volta che ci siamo visti.

Parigi! Una delle tue tante promesse. Ci sono venuta lo stesso, anche senza di te.
Parigi! Speravo di viverla in modo differente. Amore, passione, leggerezza, sogni. E invece...

Parigi! Ma cosa ci faccio qui da sola?

La solita curiosità, il morboso desiderio di conoscere il mondo, la costante esigenza di vivere nuove esperienze.
Non ho resistito e ho preso il treno. La gare de Est è piena di gente: viaggiatori carichi di bagagli pronti per partire per chissà quale destinazione; militari armati, che vigilano attenti i movimenti sospetti; vagabondi che rovistano nei cestini in cerca di qualcosa per sfamarsi. Un'altra città dei contrasti; come tutte le grandi città.

Ho riservato in un piccolo albergo per pochi soldi, proprio dietro la stazione. Alle 9 ovviamente la camera non è ancora pronta ma posso lasciare lo zaino in custodia e muovermi quindi in libertà.

Sembra autunno tra le vie di Parigi: il cielo è grigio e un fastidioso vento si fa strada tra i passanti. Cammino rapidamente: ho poco tempo a disposizione e voglio vedere il più possibile. Place de la Republique, Place de la Bastille, Le Pantheon.

Mi fermo un secondo, le guardo, faccio un foto e continuo. Due giovani, mano nella mano, camminano lentamente avanti a me scambiandosi furtivi sorrisi. Li osservo con un velo di tristezza e immagino quanto sarebbe stato meraviglioso se oggi fossi qui con me.

Abbasso lo sguardo a terra e accelero il passo per superarli.

Il verde del Jardin de Luxemburg mi distoglie per un attimo dal ricordo di noi: in un angolo di pace, un angelo di marmo abbraccia una donna dai sinuosi lineamenti. Sorrido e mi rassereno. Da lassù non mi vogliono vedere triste.

Tanto meno mio padre. E un soffio di vento mi accarezza la guancia.

Mi siedo al bordo della fontana ad ammirare il Palazzo del Senato. Poi abbasso gli occhi e osservo il mio volto riflesso nell'acqua.

Vedo una bambina triste, un pò pallida, smarrita. Dietro di lei, sul lato sinistro, l'ombra del padre che se ne è andato per sempre e dall'altro l'ombra dell'uomo, che le ha promesso l'Amore che sempre sognava e che invece l'ha abbandonata.

Immergo la mano e lentamente la muovo disegnando un cerchio che in breve si espande formando delle piccole onde. L'immagine si deforma confondendosi con i riflessi del sole, che nel frattempo si è fatto spazio tra le nubi. Io mi allontano lasciandomi alle spalle quello specchio di verità.

La Torre Eiffeil domina lo sfondo in direzione dei miei passi e più mi avvicino è più diventa maestosa, fiera, imponente. Le Champ de Mars è stracolmo di persone.

Gruppi di ragazzi seduti sul prato, suonando la chitarra; alcuni dormono beati con la testa all'ombra del proprio zaino; i bambini si rincorrono gridando, mentre le madri chiacchierano sorvegliandoli a vista; ogni tanto qualcuno si alza e si mette in posa per una foto.

Qualcuno gioca a palla, qualcuno fuma in compagnia, qualcuno fa un pic nic e c'è persino una tenda da campeggio. Molti semplicemente la guardano incantati, quella Torre di ferro arrugginito. Le file per salirci sono chilometriche, in tutti e quattro gli ingressi. Gli ascensori salgono e scendono senza sosta.

Non si può andare a Parigi e non salire sulla Torre Eiffel. Forse solo io, tra quelle centinaia di persone, non ci andrò. Almeno per questa volta.

Attraverso un ponte sulla Senna: il turismo satura anche le sue acque con il via vai dei traghetti. E mentre un tango suona sulla crociera , il fischio di un barcone mercantile annuncia il suo passaggio.

Un gruppetto di persone si accalca curioso affacciandosi ad un muretto. Due sposi immortalano la loro felicità in un album di foto. La romantica Ville Lumiere a farne da fondo.

E' anche il mio sogno: poter condividere l'esperienza dell'Amore con una persona che realmente mi ami per quello che sono e che sopratutto non abbia limiti nel dimostrarmelo.

Mi ero convinta che fossi tu, ma evidentemente mi sbagliavo.

Dall'Arco di Trionfo passeggio per gli Champs Elysees: i giardini sono ancora addobbati con le bandiere blu-bianche-rosse per la passata festa del 14 Luglio. Cerco di farmi un pò di spazio tra la folla di turisti. Abituata a camminare da sola in mezzo ai campi, questa situazione caotica comincia un pò a soffocarmi, proiettandomi in un leggero stato di ansia.

Sento un gran bisogno di allontanarmi e istintivamente desvio il mio cammino su una strada parallela, un pò più tranquilla. All'altezza del Louvre mi reimmergo nel caos, ma giusto il tempo di fare una qualche foto.
Notre Dame è poco distante.

In piedi, di fronte al grande portone d'ingresso, ripenso alle tue parole, l'ultima volta che ci siamo visti, sette mesi fa.

"Per il tuo prossimo compleanno ti porto a Parigi". Ed eccomi, a Parigi, da sola, a pochi giorni dal mio 34° compleanno.

Un senso di profonda nostalgia mi assale e una piccola lacrima scivola lentamente segnandomi il viso.

Non era così che avrei voluto viverla, Parigi.

E, voltando le spalle, mi incammino verso l'albergo, seguita dall'eco della domanda che ormai mi pongo da mesi e alla quale tu ancora non hai avuto la compassione di darmi risposta: "Perchè mi hai abbandonato?"

Quella risposta di cui il mio Cuore sente il bisogno per allontanare l'ombra e per poter ricominciare...

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