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Tappa 25 - Da Champlitte a Dampierre sur Salon

mar 27 Lug 2010

Accade raramente che mi alzi quando fuori il sole è già alto. Niente sveglia stamattina. Ho deciso di prendermela con calma e dormire un paio d'ore in più. La tappa di oggi è breve in confronto a quelle appena affrontate, quindi meglio approfittare per smaltire un pò di stanchezza accumulata.

Champlitte è un piccolo paese e quindi in pochi minuti lo attraverso immergendomi di nuovo tra i campi. Oggi è una di quelle giornate che mi piacerebbe passare in compagnia. Conversare, ridere, scherzare, condividere. Oggi, più di altri giorni, tutto questo mi manca. Penso a voi. A quanti mi leggete. Accendere il computer per vedere se c'è connessione internet è la prima cosa che faccio quando arrivo a destino, ancora prima di farmi la doccia. Perchè con internet posso conversare, ridere, scherzare e condividere tutto quello che durante la giornata ho vissuto da sola. Lo so. Non è la stessa cosa. Ma già è difficile trovare qualcuno che condivida felicemente le tue abitudini nella vita "normale". In una casa "normale", in un lavoro "normale", in una famiglia "normale". Cosa posso pretendere?

Proprio ieri un amico mi chiedeva perchè viaggio sempre sola. Perchè non ho mai trovato qualcuno disposto a rispettare la mia individualità, nel viaggio, come nella vita. Purtroppo l'Essere Umano, a mio parere, ha un concetto troppo limitato dello "stare insieme", del "camminare insieme". Nel momento in cui uno fa un passo troppo lungo o troppo rapido, quasi sempre l'altro pretende che rallenti oppure che lo aspetti, e se questo non lo fa allora scoppiano i rancori, i litigi, i fraintendimenti. Pretendere è una chiara volontà di limitare la libertà dell'altro. E arrabbiarsi o offendersi è un chiaro segno di non rispetto della sua individualità.

Questo, è un modo di "stare insieme" che non mi appartiene e che nemmeno desidero sperimentare. Il vero "camminare insieme" avviene quando la persona col passo più rapido rallenta volontariamente affinchè l'altra la raggiunga. Questo si chiama Amore. E se l'altro invece vuole continuare a correre, avrà certo i suoi buoni motivi. Perchè pretendere che si fermi o che ci aspetti? Lasciamolo andare. Questo si chiama Rispetto.
Inizierò a camminare con qualcuno quando troverò la persona che rallenta quando si accorge che sono in difficoltà e che mi lasci camminare sola, nel momento in cui ho bisogno di stare sola. Tanto, quando si Ama, la velocità inizia a non avere più alcuna importanza e i passi dell'uno e dell'altro finiscono sempre con l' affiancarsi.

Il leggero saliscendi sulle colline mi coccola, mentre sogno di poter camminare libera condividendo l'Amore.
Due anziane signore, sedute al bordo della strada, mi salutano con la mano. Poi una si alza mi fa cenno di fermarmi. Le faccio capire che non parlo francese, e lei, dolcissima, lentamente mi ripete le frasi. Mi dice che tre anni fa ha accolto in casa un pellegrino, offrendogli da dormire e che si è sentita tanto felice a fare del Bene a questa persona. Mi chiede di dire una preghiera per lei quando arriverò a Roma. Janine, il suo nome. "Bon Courage" - e mi saluta di nuovo con la mano.

Il cammino prosegue attraversando piccoli paesi costruiti lungo il fiume Salon. E' una passeggiata piacevole; il vento soffia tiepido e leggero e le nuvole abbracciano il sole, nascosto per quasi tutto il tempo della tappa.
L'altoparlante di un camioncino annuncia l'imminente spettacolo della sera. E' arrivato il circo e i pochi bambini del paese si affacciano da finestre e giardini attirati dalla musica.

Mi viene in mente quando lavoravo come insegnante al Piccolo Circo di Milano. A fine lezione uscivo sempre distrutta ma soddisfatta. Ho passato molti anni insegnando ed educando i bambini allo sport e al gioco. E quindi alla condivisione, al rispetto, all'accettazione e all'autostima, tra le tante cose. Un pò mi manca l'insegnamento. I bambini ti danno tanto e aiutano a rispolverare quelle qualità che crescendo si sono un pò arrugginite: schiettezza, sincerità, intraprendenza.

All'una sono davanti all'uffico del Turismo di Dampierre-sur-Salon, la mia meta di oggi. E' già chiuso, ma Aurelie, la ragazza che ci lavora, si trova dentro e mi accoglie lo stesso fuori orario. Capisce subito che sono una pellegrina e che sono in cerca di alloggio. Mi dice che ho solo due possibilità: un B&B che però costa assai caro, oppure provare a chiamare una certa Emiline, che a volte lascia a disposizione un letto nel suo Centro

Ricreativo, proprio per i pellegrini. Guarda "caso" si tratta di un Centro per bambini ed ecco che l'Universo mi premia, per averli ricordati con dolcezza. Emiline al telefono conferma la sua disponibilità e mi aspetta per le 17 dopo che i bambini avranno lasciato il campo estivo. Ringrazio Aurelie e mi reco, sotto suo consiglio, al Centro culturale che si trova a fianco, dove posso appoggiare lo zaino e riposarmi mentre aspetto.

Emiline è una ragazza molto carismatica ed è responsabile per le attività ricreative dei bambini del paese durante tutto l'anno. Mi mostra il letto nel locale adibito ad infermeria e infine i servizi e la cucina. Mi dice che posso aprire il frigorifero e mangiare tutto quello che voglio. Mi chiede 5 euro, gliene lascio 10 in segno di ringraziamento per la sua cortesia e la sua sensibilità.

Una bambina si avvicina e le chiede chi sono: "Cristina è una pellegrina; lei cammina tanti km per ringraziare il Signore...". Si volta verso di me e mi sorride.

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