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Tappa 37 - Da Orsieres a Bourg Saint-Pierre

gio 12 Ago 2010

Piove.
Le nubi avvolgono il paese e un vento freddo ci accompagna a prendere il sentiero. Chiuse nell'impermeabile, alcuni paesani dalla finestra di un bar ci guardano straniti.

Io e Laure siamo le uniche, alle otto del mattino ad avventurarci sulla montagna sotto un'acqua battente. La Via inizia subito a salire. Il terreno fortunatamente è di quelli che assorbe bene l'acqua e la drena lateralmente evitando la formazione di pozzanghere e fanghiglia. Nonostante la pioggia, si cammina bene. E il fatto di essere in compagnia rende marginale la presenza del cattivo tempo.

La salita non è così tanto dura come me l'ero immaginata. Il profilo altimetrico riportato sulla guida mi aveva lasciata un pò perplessa sulla difficoltà che avremmo potuto incontrare. Forse è solo perchè ormai sono abbastanza allenata o forse perchè ho sempre trovato più semplice salire, piuttosto che scendere. Anche nella vita.

Più la strada è ripida, più riesco ad affrontarla con grinta e coraggio. Il desiderio di raggiungere la cima attiva nel mio Essere tutta una serie di forze, fisiche e psicologiche, che mi portano a minimizzare ogni tipo di difficoltà.

E questo però non sempre è un bene. Perchè sottovalutando ciò che potrei incontrare, a volte mi trovo a dover affrontare cose e situazioni più grandi delle mie possibilità o delle mie capacità. E così, nonostante la perseveranza e l'impegno, sono costretta a rinunciare, cosa che mi costa una gran fatica psicologica.  E' un limite che sono consapevole di avere e sul quale devo lavorare ancore molto: l'accettazione, con un sorriso, dei miei limiti umani.. Pensare di aver dato il meglio di me stessa, non sempre mi compensa delle sconfitte!
Comunque.

"L'importante non è vincere, ma partecipare!" - è un detto che assolutamente non rappresenta il mio Essere. ' una frase che non mi è mai piaciuta e con la quale non concordo. Io lo cambierei in qualcosa di più stimolante: "Dai sempre il meglio di te stesso. Sarai sempre vincitore!"

"Partecipare" alla vita è troppo riduttivo.  Bisogna essere protagonisti, ognuno della propria esistenza. Bisogna impegnarsi, sudare, sentire che il proprio Essere raggiunge il limite delle proprie possibilità e tentare di superarsi, sempre! A che serve partecipare? Non mi iscrivo ad una maratona solo perchè ho voglia di fare una passeggiata. Mi iscrivo perchè voglio vincere. Non contro gli altri, ma contro me stessa. Non mi deve importare dei risultati degli altri. Gli altri devono rappresentare solo uno stimolo per andare più forte, per dare il meglio...

E invece, quanti sono quelli che solo partecipano? Tanti...troppi... E quelli che solo guardano? Ancora di più...
La salita per me continua senza grosse fatiche; Laure invece è stanca e al primo paese che incontriamo decide di fermarsi per una sosta. Mi fermo anche io per farle compagnia, approfittando per gustarmi un pezzetto di cioccolato svizzero.

Intanto la pioggia continua battente. Noi, sotto la tettoia di una stalla, osserviamo il cielo speranzose che prima o poi le nuvole si diradino. Ma le sfumature di grigio lo dominano in tutta la sua estensione.
Riprendiamo il Cammino. La strada si allarga.

Sul ciglio, semicoperto da una foglia, il cappello di un grosso fungo attira la nostra attenzione. Laure lo osserva cercando di capire se è commestibile. La sua forma è talmente bizzarra che non tratteniamo la risata. E da qui iniziamo il gioco della ricerca del fungo più strano.

Un pò per passare il tempo in maniera simpatica, un pò per distrarci dal fastidio della pioggia che ormai ci ha completamente infradiciate. Oltretutto le indicazioni  verso la meta sono talmente chiare che possiamo permetterci anche di dedicarci a quacosa di diverso che non sia l'orientamento nel bosco.

Il tempo passa rapido e senza accorgecene ci ritroviamo al bivio che ci fa lasciare la rotta della Via Francigena per salire a Bourg Saint Pierre dove ci fermeremo per dormire.

E' un piccolo paese. Non c'è nessun tipo di servizio se non i bar dei due hotel presenti.
Ieri Laure ha chiamato la Maison Saint Pierre, la casa di accoglienza parrocchiale. Con 25 franchi a testa abbiamo un letto e anche una cucina a disposizione. Sapendo che non avremmo trovato alcun negozio di alimentari, avevamo comprato qualcosa da mangiare prima di partire.

Arriva poi una telefonata attesa. Ettore, il mio caro amico che spesso mi aiuta dall'Italia nella ricerca delle informazioni su alloggi e percorso, sta scendendo con l'autobus dal Colle del Gran San Bernardo, per iniziare domani il suo Cammino fino ad Ivrea. E, cosa graditissima, arriva con un bel rifornimento di cibo e una bottiglia di champagne per festeggiare il mio ingresso in Italia.

Gli vado incontro sullla strada della chesa e lo abbraccio, ringraziandolo.
Una ricca cena e una divertente chiacchierata, chiudono serenamente la giornata di oggi mentre fuori continua a piovere...

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