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Tappa 07 - Da Auchy au Bois a Bruay la Buissiere

mer 07 Lug 2010

Chi ben comincia è a metà dell'opera" - dice il famoso detto. Ma ovviamente ci sono delle eccezioni è oggi è proprio una di queste.

La tavola per la colazione è imbandita di ogni squisitezza: vari tipi di pane, marmellate, biscotti, frutta e per me che ieri ho saltato la cena, si tratta di un bel gustare.

Chiedo alla signora se può aiutarmi a trovare un alloggio per stanotte e lei gentilmente inizia a scorrere i numeri sulla rubrica del telefono e chiama in diversi posti, tutti complete, fino a trovare, fortunatamente un'ultima camera disponibile presso un affittacamere in Bruay Le Buissiere.

Mi tranquillizzo sapendo che a destino avrò un letto che mi aspetta, oltretutto con mia grande sorpresa la cara signora mi fa persino uno sconto di cinque euro sulla camera e mi offre una bottiglia di acqua fresca per il viaggio. Questo non è forse un "ben cominciare"?

La abbraccio forte ringraziandola ripetutamente con l'unica parola che conosco: "Merci, Merci, Merci" - mentre lei sorride soddisfatta.

La strada verso Amettes è piacevole e persino segnalata con la scritta "Via Francigena" e il disegno di un pellegrino su una freccia di legno. Si tratta di un sentiero di erba, appena fuori da Auchy, immerso nei campi coltivati a grano, a destra, e a frumento a sinistra. Dove non ci sono coltivazioni l'erba è abbastanza secca a sottolineare la calura di questo periodo.

E anche oggi si prospetta una giornata molto calda. Il cielo è di un azzurro terso e già alle nove, sento il sole scottarmi il viso.

L'ingresso ad Amettes mi fa subito una bella impressione: un paese molto curato nell'aspetto e apparentemente molto tranquillo. Una scritta attrae la mia attenzione: "Questo è un luogo di pellegrinaggio, si prega di rispettare il silenzio" - intuisco.

Presa dalla mia solita insaziabile curiosità decido di entrare e mi ritrovo in un giardino circondato da sculture rappresentanti le tappe della Via Crucis e in un angolo la casa natale di Saint Benoit-Joseph Labre, il santo pellegrino d'Europa. Entro per una preghiera e lascio la firma del mio passaggio sul registro visite.

"Questo luogo merita un posto sulla mia credenziale" - e decido di aspettare l'apertura degli uffici del comune per farmi apporre il timbro. Ma dopo ben mezz'ora d'attesa e passato l'orario di apertura decido di rinunciare e proseguo.

La strada continua tra campi dorati fino ad unirsi alla più trafficata strada provinciale all'ingresso di Ferfay. Seguo sempre le indicazioni fino a ritrovarmi davanti ad una boscaglia. Una scritta di un colore fosforescente con a lato una grossa X avverte la presenza di un ostacolo e raccomanda di non entrare.

In verità di pericoloso io non ho visto nulla e al contrario mi sono deliziata della fresca ombra degli alberi rigenerando le forze! Ma appena tornata sulla strada vengo assalita da una strana sensazione, un misto tra ansia e angoscia.

Dato che non sono una persona nervosa leggo questo stato di agitazione come se fosse il segno di qualcosa che non andrà nel verso giusto. Mi capita raramente di sentirmi così, ma in queste situazioni è sempre successo qualcosa di differente rispetto a come l'avevo programmato o speravo di trascorrerlo.

Cerco di calmarmi lavorando un pò sulla respirazione, ma l'ambiente  certo non aiuta la cooncentrazione e il rilassamento. La via passa infatti in mezzo a più paesi, uno accanto all'altro, fortunatamente con strade poco trafficate, ma ovviamente camminare per ore su un marciapiede non è certo il massimo dell'esperienza per un pellegrino, per non parlare poi degli odori della città che solo influenzano negativamente pensieri e stati d'animo.

Arrivo a destino stanchissima, ancora accompagnata da quella strana sensazione che, improvvisamente, inizia a manifestarsi concretamente nelle situazioni che avevo predetto, traformando il resto della mia giornata in una odissea.

Ci metto più di mezz'ora a trovare l'hostal, che nel frattempo aveva cambiato indirizzo, mentre io avevo quello vecchio. Quando arrivo ecco la seconda sorpresa: non si trovano più le chiavi della mia stanza quindi non possono lasciarmela. E adesso? Che è tutto pieno?

Loro mi consigliano un altro hostal, ma quando arrivo all'indirizzo datomi, mi rendo conto che questo posto non esiste più. Vado quindi al Comune per chiedere informazioni sull'alloggio ma non riesco a trovare nulla. Faccio anche una ricerca di hotel nei dintorni ma internet mi conferma che è tutto pieno.

La prima città con hotel disponibili è Arras, la mia meta di domani. Non ho altra soluzione che prendere prima un autobus per la stazione più vicina (che ovviamente non è li in paese ma a venti chilometri di distanza) e poi prendere il treno e domani tornare a Bruay con gli stessi mezzi e riprendere il cammino.

E così faccio... il tutto a stomaco vuoto perchè non si capisce perchè tutti i bar di Bruay Le Buissiere non servono nulla da mangiare, nemmeno un panino!

Quindi siamo sicuri che "chi ben comincia è a metà dell'opera?". In tutto ciò però qualcosa di positivo forse l'ho travato. Ho deciso che domani lascerò lo zaino nell'hostal e camminerò riposando la schiena. Chissà che questa odissea fosse solo un modo per dirmi dall'Alto di prendermi un giorno di riposo!

Se è così, allora grazie!

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