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Tappa 08 - Da Bruay La Buissiere ad Arras

gio 08 Lug 2010

Dal finestrino dell'autobus Bruay le Buissiere sembra tanto differente da come la vedevo ieri: è una cittadina rimodernizzata su un'area dove prima si trovava un paese di minatori e circondata di numerose miniere a cielo aperto che assomigliano più ad isolate collinette, molto lontano dall'idea che in genere uno ha di miniera.

E' impressionante vedere queste file di case tutte uguali, così come il comune, la chiesa, il museo: tutte costruite a mattoni rossi e con le persiane blu o bianche. Ieri ero talmente indaffarata a cercare un alloggio che certi particolari non li avevo notati.

Parto dalla Piazza dell'Hotel de Ville; oggi sono senza zaino: l'ho lasciato all'hostal con l'idea di far riposare un pò schiena e piedi ma già sento una sensazione differente.

E' come se mi mancasse una parte di me! L'uscita dalle città è sempre abbastanza fastidiosa; l'attenzione è costretta a dirigersi ai semafori, alle automobili, agli incroci e a districarsi tra le viette per cercare di percorrere le strade meno trafficate.

E' così per circa quattro chilometri, quando finalmente raggiungo Houdain da dove prendo una stradina che si allontana dalla caotica vita cittadina e si addentra tra i campi coltivati. Passando al lato di una fattoria osservo quanto effettivamente sia diverso l'ambiente in cui le persone si muovo e lavorano.

Durissimo senza dubbio il lavoro del contadino, ma l'aria che si respira e le sensazioni che lo accompagnano rendono il tutto più armonioso e rilassante. Deve essere il contatto diretto con la natura che ogni giorno rigenera le energie, evitando che ristagnino nella cappa inquinata e rumorosa dei cieli cittadini.

Il rumore del mio portachiavi appeso al marsupio ritma la camminata. Il passo è più rapido del solito e la schiena alleggerita, ma sento come un vuoto, come se avessi lasciato a casa qualcosa di importante... ogni tanto lo cerco con le mani, il mio zaino, toccandomi la vita e le spalle!

Poi mi fermo e rifletto. E infine capisco! Senza zaino il cammino non ha senso. Lo zaino rappresenza il contenitore dove riponiamo gli accadimenti della nostra vita, i nostri sentimenti, le nostre emozioni; è il peso che tutti i giorni ci portiamo addosso; il peso delle nostre scelte, dei nostri errori, delle nostre vittorie!

Camminare senza significa camminare senza sentimento! Ed è questo che sto provando: non sento interesse, non sento la voglia di camminare, solo penso ad arrivare il più in fretta possibile.

Cammino tra i campi e la strada mi sembra lunghissima. La guida dice 27 km ma credo che saranno di più. Il grano si alterna al frumento e il frumento al grano: questa monotonia ha un effetto quasi ipnotico che mischiato al calore ormai insopportabile del sole mi porta a chiudere gli occhi in una leggera sonnolenza. Comincio ad avere un pò di mal di testa.

Mi bagno frequentemente il capo e il cappello; con il fatto di non avere lo zaino ho ben pensato di portarmi almeno una bella scorta d'acqua dopo aver visto ieri le previsioni del tempo. I miei occhi cercano costantemente un pò d'ombra ma non c'è nulla che le assomigli.

Persino nei paesini che attraverso, numerosi, è difficile trovarla. Il sole sta esattamente sulla verticale  e quindi niente niente ombra e niente frescura.

Continuo a camminare.
Ad un tratto vengo avvolta da un fortissimo profumo; è talmente intenso che inizialmente non riesco a riconoscerlo.

Mi guardo intorno ma non vedo nessuna pianta che me lo ricordi. Deve essere il vento caldo che lo trasporta da un luogo probabilmente non lontano da dove sono. Il profumo diventa ogni secondo più intenso avvolgendomi i sensi.

Le papille gustative cominciano a farmi salivare e sento una irresistibile voglia di... FRAGOLE! Si, sono proprio fragole! E mentre seguo la curva della strada ecco che appare alla mia destra un immenso campo coltivato a fragole. Grosse. Rosse.

Il profumo è talmente forte che è quasi come se avessi il naso in un vaso di fragole condite a zucchero e limone. E' difficile resistere alla voglia di mangiarne qualcuna: sono tentata di entrare nel campo e farmi una vera scorpacciata.

Ma alla fine, trattandosi di una coltivazione e non di fragole selvatiche è possibile che siano piene di pesticidi e io non posso permettermi di consumare l'acqua che ho per lavarle. Mi metto il cuore in pace e proseguo nella calura.

Sono stanca e realmente poco motivata. Ripenso al mio zaino: era meglio se lo avessi portato. Dovrei sentirmi più leggera, magari fisicamente si, ma nel cuore mi sento più pesante, svogliata, annoiata. Fino a ieri ero convinta che il peso dello zaino fosse molto importante per affrontare il Cammino.

Qualcuno suggerisce pure che non dovrebbe superare il 10% del peso corporeo. Ma l'esperienza di oggi mi ha portato ad una grande rivelazione: la leggerezza dello zaino, del nostro contenitore di esperienze, emozioni, sentimenti non dipende dalla quantità di ciò che ci metti dentro, ma dalla qualità.

Un chilo di problemi pesa indiscutibilmente di più di dieci chili d'Amore. E quando senti che il tuo zaino è troppo pensante, riempilo ancora di più, di quel sentimento di Libertà che nasce dal Cuore e vedrai come subito ti sembrerà più leggero.

Finalmente in lontananza si vedono i primi palazzi. Arras è alle porte. Già si riesce a vedere la torre dell'Hotel de Ville. Entrando nelle vie del centro, mi riprometto che questa sarà l'ultima e l'unica volta che cammino senza zaino. Il senso di vuoto che ho provato mi ha realmente segnato la giornata, aggrappandosi ad ogni passo che facevo come una palla di piombo legata alla caviglia.

Quando entro in stanza lo zaino è li, in un angolo, esattamente come l'ho lasciato, con dentro le stesse cose.
Separarmene momentaneamente, non solo ha appesantito la mia giornata, ma sicuramente non lo ha allegerito; Perchè non è allontanandosi dai problemi che questi si risolvono.

E' caricandoli sulle spalle ed affrontarli con l'Amore e la Libertà del Cuore.

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