Tappa 09 - Da Arras a Bapaume

Il cielo minaccia pioggia. Le strade sono ancora semideserte nella cittadina di Arras. Vago per il centro cercando una buca delle lettere. Ho tre cartoline da spedire: due dirette in Italia e una in Spagna.

Alle 7:30 riesco finalmente ad incamminarmi in direzione Bapaume. Devo fare più di tre chilometri prima di uscire dalla città e ritrovarmi nei soliti campi. L'erba comincia a non essere più di quel verde intenso che rallegra il paesaggio.

Il caldo comincia prendere il sopravvento e la mancanza di pioggia la rende secca e giallastra. Mi ricorda il tipico paesaggio di Castilla Y Leon, sul Cammino di Santiago, con l'unica differenza che qui si incontrano paesini ogni tre o quattro chilometri che però non offrono nulla se non la panchina della fermata del bus su cui riposarsi.

E mentre la mente ricorda la Spagna alcuni ciclisti mi passano a fianco e mi salutano. E dopo un minuto altri, e poi altri ancora. Mi giro a guardare indiero: un'onda di biciclette si sta avvicinando!

Quanti colori! Mi accosto su un lato e aspetto che passino guardandoli con interesse: alcuni mi salutano, altri frecciano indifferenti. Deve trattarsi di una competizione, probabilmente non agonistica: lo capisco dal numerino che hanno attaccato alla maglietta.

A dire il vero mi sembra più una bicliclettata in compagnia vista la velocità che tengono. Lascio passare il gruppone e quando questo comincia ad affievolirsi riprendo la mia camminata. Ad intervalli regolari i ritardatari mi sfrecciano a fianco incuranti della mia presenza.

Inizia a piovere. Una pioggia leggera che in breve si trasforma in un piccolo temporale estivo. Le gocce battono forti sull'asfalto provocando un rumore simile al tichettio confuso di molti orologi. Un pò d'acqua può solo far bene alla Terra in questo periodo di secca e a dire il vero la accolgo anche io come un dono, data la calura opprimente di questi ultimi tre giorni.

Presto però smette e il cielo comincia ad aprirsi. Le spighe bagnate iniziano a brillare sotto i primi raggi di sole.
Oggi mi sento un pò pigra mentalmente; il paesaggio monotono non stimola la riflessione. Gioco un pò con il GPS studiando la strada più veloce per arrivare a destino.

Sono anche molto stanca. Sto dormendo poco, forse a causa del caldo. Arrivo a Hamelincourt. Davanti alla chiesa c'è un bellissimo prato, ben curato ed io approfitto subito per togliermi lo zaino e sdraiarmici sopra.

Devo essermi addormentata per una ventina di minuti. Dall'altra parte della strada un bambino mi osserva incuriosito, ma appena lo saluto scappa velocemente entrando nel cancello di un cascinale. Mangio dei cereali e subito riprendo il Cammino.

La strada per Bapaume continua tutta uguale: oggi non riesco proprio ad approfittare della giornata. Mi affido quindi alla preghiera e alla meditazione per ritrovare il mio spirito pellegrino e riprendere a vivere ogni passo.

Il tempo scorre velocemente e mi ritrovo a camminare su una strada molto trafficata. I tir, incuranti della mia presenza, mi sfrecciano al lato, travolgendomi con il loro spostamento d'aria.

Una pompa a getto meccanico sta annaffiando il campo a fianco, gettando acqua anche sull'asfalto ed io approfitto subito della doccia rinfrescante. Un dono in una giornata tanto afosa.

Bapaume si trova proprio davanti a me.

L'hostal raccomandato nella mia guida è pieno e quindi sono costretta ad alloggiare nell'altro hotel, più caro. Provo prima a passare dalla chiesa per vedere se c'è possibilità di dormire, ma anche oggi non sono fortunata.

Mi sdraio sul letto con l'idea di riposare qualche minuto. In breve crollo in un sonno profondo.