Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena

Condividi

Tappa 53 - Da Montale a Fiorenzuola d'Arda

mer 01 Set 2010

Nonostante l'ostello si trovi proprio a fianco della via Emilia, il passaggio di tir e auto non hanno disturbato il mio sonno. Eppure il rumore è alquanto fastidioso. Dovevo essere proprio stanca!

Faccio una veloce colazione al bar e subito mi incammino nel traffico. La Via, alla fine di Montale, devia su una strada a destra, senza che però ci sia una indicazione. La prima freccia la troverò solo all'uscita di un altro paese, I Vaccari, nascosta dalla vegetazione. Cammino tra i campi. Oggi non mi sento molto in forma e per di più l'intorno non mi stimola. Osservo la mia ombra. Mi cammina al fianco senza mai allontanarsi. La mia ombra, il mio lato oscuro.

Si nasconde tra le spighe, poi si rotola nell'erba incolta. E quando le auto in corsa la travolgono, lei non si scompone e continua a camminare, a volte al mio fianco, a volte dietro.
L'asfalto diventa sterrato e poi sentiero che attraversa un piccolo bosco. E mi ritrovo in breve a camminare sull'argine di un fiume fantasma, il Nure. Uno di quei corsi che il sole prosciuga d'estate, ma che straripa dopo una pioggia torrenziale.

Si legge nella conformazione degli argini, mangiati dalle acque, così come la Via. Si capisce che chi è passato ha dovuto trovare altre soluzioni: l'erba è stata più volte calpestata formando quindi un sentiero alternativo. Ma le acque non si sono portate via solo gli argini. Doveva esserci una strada, probabilmente camionabile, che le attraversava. Oggi questa strada non esiste più spazzata via dalla furia del fiume. Ma non ho alternative valide.

Sono costretta a scendere in qualche modo e abbastanza pericolosamente, nel letto e attraversare un piccolo ruscello di rifiuti chimici-industriali, avendo schifo a metterci sopra persino la sola suola delle scarpe. E la mia ombra prima si diverte tra i rovi e poi sguazza nel putrido, come se facesse un bagno in piscina. Per lei non fa differenza; a lei solo importa seguirmi.

Sono quei momenti in cui rimpiango Santiago e i suoi cammini ben curati. Qualcosa deve essere fatto: il pellegrino ha il diritto di camminare in sicurezza, e invece qui...
Raggiunta l'altra sponda tiro un sospiro e proseguo tra alte pannocchie. Poi cambia l'intorno... e l'odore. La mia ombra inizia a muoversi nel letame. Quel letame che tanto consideriamo cattivo ma che, se ci pensiamo bene, è una gran sorgente di vita e cibo per la terra! E noi che parliamo di "merda" solo in senso dispreggiativo. La nostra visione limitata delle cose spesso mi rabbrividisce!

La Via è un passaggio di colori e odori. Attraversata una stradina, il marrone si trasforma in macchie rosse e verdi. E il profumo nell'aria mi ricorda mia madre quando in cucina prepara la salsa. Immense piantagioni di pomodori si estendo all'orizzonte. Mi fermo a fotografarli. Un contadino me ne offre un paio. "La ringrazio ma non posso accettare: sono allergica!" E lui si mette a ridere, consapevole che l'unica cosa che troverò oggi sulla Via saranno proprio quei pomodori che non posso mangiare.  Anche la mia ombra ride, e mentre io cammino sul grigio asfalto, lei saltella tra le piantine, quasi prendendosi gioco della mia allergia.

A Paderna decido di fare una breve pausa. Mi siedo in una piccola area verde, ben curata, a fianco di una vigna. E sull'altro lato un bel castello mi fa ombra. Una signora incuriosita si ferma con la macchina, mi chiede se sono una pellegrina mi offre il suo aiuto per qualsiasi cosa abbia bisogno. " Perchè noi del Castello ci teniamo molto ai pellegrini" - puntualizza. E dopo una breve chiacchierata riprendiamo ognuna la propria strada.

Il Cammino prosegue tra campi e guadi. Sono molti i torrenti che bisogna attraversare in questo tratto. E ogni volta che mi bagno scarpe e pantaloni, la mia ombra sghignazza.
Ma ormai manca poco a Fiorenzuola. Già si vedono le prime case. Mi dirigo a San Fiorenzo, il Duomo. Sarà la parrocchia ad ospitarmi per questa notte! Il parroco mi accompagna alla sede della caritas, dove è adibita una stanza con due letti a castello e un bagno esterno solo per uso dei pellegrini.

Mi concedo un pò di riposo in attesa di un nuovo incontro. Stasera conoscerò Loris e la sua famiglia...
 
Loris mi ha contattata attraverso il blog offrendomi gentilmente ospitalità. Anche lui è un camminatore e proprio un mese fa ha intrapreso la prima parte della Francigena da Canterbury a Reims. Alle 18:30 passa a prendermi in macchina e tra entusiamo per l'incontro e racconti di Cammini ci rechiamo a casa sua, in un paese fuori Fiorenzuola dove sua madre, Gina, ci aspetta per cena.

Vengo accolta amorevolmente; quasi mi sento a casa e come tale mi prendo la liberà di girare a piedi nudi! Loris mi offre la possibilità di usare anche internet così riesco a pubblicare rapidamente le foto della giornata.

Nel frattempo arriva anche Luca, suo fratello e insieme ci accomodiamo a tavola dove la mia ombra, alla vista dei tortelli di magro, sviene! Ne mangio due piatti, senza ritegno e poi mi appago con delle ottime verdure cotte e del formaggio. Loris sapeva che ero vegetariana e Gina ha deliziosamente provveduto alle mie necessità, pur essendo stata avvisata solo nel pomeriggio del mio arrivo. Un chilo di gelato di creme varie chiude la festa!

E dopo aver messo qualche minuto a riposo i piedi in una bacinella di acqua tiepida, bicarbonato e sale, l'ora tarda mi costringe a lasciare l'affettuosa compagnia ma con la promessa che tornerò presto a trovarli. Abbraccio forte Gina, che nel frattempo mi ha anche preparato due panini e della frutta da portar via per domani, e la ringrazio di cuore per avermi trattata come una di famiglia.

E mentre Loris mi riaccompagna a Fiorenzuola ringrazio l'Universo per avermi dato l'ispirazione a condividere la mia esperienza con gli altri attraverso il blog, perchè probabilmente non sarebbe stata così ricca e costruttiva allo stesso modo in cui sta evolveldo...

Mappa

Risorse nelle vicinanze...loading

Altre pagine di diario