Tappa 10 - Da Bapaume a Peronne

Oggi mi sento un leone! La profonda dormita di questa notte sembra aver rigenerato tutte le forze che mi sono mancate in questi ultimi due giorni.

Mi preparo rapidamente e alle 7:00 sono già pronta ad uscire. "Bon courage!" - mi dice la proprietaria dell'hotel salutandomi. E' un'espressione che mi è stata detta più volte, ma ancora non ne ho capito bene il significato.

Letteralmente è "Buon coraggio", ma come si può tradurre esattamente? L'uscita da Bapaume è molto tranquilla: aiuta il fatto che oggi è sabato e quindi la mattina presto il traffico è molto limitato sulle strade cittadine.

Attraverso la ferrovia e l'autostrada passando su un lungo ponte per uscire subito dalla strada principale verso una stradina in mezzo ai campi. In lontananza vedo già il primo di una lunga serie di paesini che dovrò passare.

E' curioso notare come questi paesini siano tanto simili uno all'altro nell'organizzazione urbana: il Comune sempre al centro; la Chiesa un pò isolata non molto distante; una grande croce, a volte con il Cristo, all'uscita principale della città; il cimitero militare a poche centinaia di metri e tutta la vita sociale che ruota attorno alla pizza principale.

Sto vedendo che ci sono anche molti bambini e tanti giovani. In Italia invece solitamente, in paesini come questi, rimangono solamente gli anziani e le famiglie contandine mentre i ragazzi emigrano verso le città per studiare o cercare lavoro.

Il mio passaggio crea sempre un velo di curiosità nelle persone che si fermano ad osservarmi, e a volte scompiglio a causa della reazione di molti cani che sollevano un gran baccano con il loro abbaiare. Non ne devono passare molti di stranieri da queste parti!

Un cagnolino pechinese salta anche fuori dalla finestra per rincorrermi e non vuole assolutamente rientrare in casa. La padrona cerca in tutti i modi di riprenderselo ma questo continua a seguirmi e a girarmi intorno abbaiando.

Sono costretta a tornare indietro fino alla casa per fare in modo che il cane mi segua e rientri. La signora mi ringrazia e mi offre un frutto.

Continuo il mio Cammino; oggi sono particolarmente attratta dai colori: la Natura macchia l'ambiente di giallo e di verde in comparti ben definiti. Poche sfumature. Molti i contorni netti. Non ci sono tanti fiori.

Le poche margherite e i papaveri si trovano quasi tutti sul ciglio della strada. E tra loro, isole, spunta anche qualche violetta. Il saliscendi sulle colline movimenta molto l'ambiente e lo stesso paesaggio sembra differente ad ogni passo che faccio.

Ogni tanto un coniglio si ferma in mezzo alla strada osservandomi da lontano per qualche secondo e poi fugge nascondensi tra le coltivazioni.

Dopo chilometri di asfalto, finalmente un pò di sterrato! E la Terra si anima! Lunghe file di formiche si snodano attorno ai sassi; alcuni piccoli scarafaggi fanno a lotta per conquistarsi la carcassa di quello che sembra un lombrico; una farfalla si posa su un rametto spezzato, mentre le sue ali continuano a muoversi rapidamente.

Mi fermo ad osservala. Le ali simuovono ma lei non vola. Quindi sbattere le ali non è sufficiente per volare. Cos'altro serve allora? E' come quando cerchiamo ripetutamente di conquistare un obiettivo, di raggiungere un risultato o semplicemente di guadagnarci un pò di libertà, ma non ci riusciamo nonostante il grande impegno.

Che cosa ci impedisce quindi di volare? Di raggiungere ciò che desideriamo? Credo che sia solo una questione di sentimento: dipende da quanto Amore ci si mette nel fare le cose. A volte crediamo che mettersi di impegno sia sufficiente, ma spesso non è così. Senza l'entusiasmo, forse i risultati arrivano lo stesso, ma non così grandi o importanti come li avevamo sperati.

Così come non riusciremo mai a volare fino a che non muoveremo le ali con Amore.

Ma che cos'è l'Amore? L'Essere Umano ha sempre cercato di definirlo, di comprenderlo, di analizzarlo. Ma ciò che è riuscito a fare è solo limitarne il concetto.

L'essere Umano non è abbastanza evoluto per comprendere ciò che è realmente l'Amore: forse è anche per questo che non riusciamo a volare, che non riusciamo ad essere liberi; perchè siamo incatenati a delle definizioni, a delle ipotesi, a dei paradigmi ma sopratutto al giudizio che dall'uso dell'Amore deriva.

Anche io, come tutti, sono troppo limitata per capire cosa sia realmente l'Amore e come abbracciarlo, ma una cosa l'ho imparata. L'Amore non si può definire, l'Amore non si può ipotizzare, ma sopratutto l'Amore non si può giudicare...

Capito questo, non importa più cosa sia l'Amore, ma certo gli avvenimenti del mondo sarebbe molto differenti da come sono.

Peronne si trova dietro la collina. Gli ultimi metri li percorro in un piccolo bosco godendo della frescura degli alberi. Devo camminare un paio di chilometri prima di raggiungere il centro storico e l'hotel de Ville che però essendo sabato è chiuso.

Nella piazza principale c'è grande movimento, dovuto alla presenza del mercato. Ho gli occhi puntati addosso, e la cosa mi diverte abbastanza. Non mi importa ciò che la gente pensa ma sempre mi incuriosisce saperlo.

E mentre mi guardo intorno in cerca di un alloggio, una voce mi raggiunge: "Bon Courage" - mi giro e sorrido.