Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena

Condividi

Tappa 11 - Da Peronne a Serancourt Le Grand

dom 11 Lug 2010

La piazza centrale di Peronne è deserta. Volevo fermarmi per fare colazione in un bar, ma sono tutti chiusi.
Il profumo del pane mi porta ad entrare in una boulangerie, dove non restisto e mi compro un croassaint.

Anche oggi nessuna indicazione della Via e quindi guidata dal mio fedele GPS mi incammino in direzione di Doingt, che fu una delle tappe di Sigerico nel suo pellegrinaggio. Per raggiungerla mi addentro in una boscagli attraverso un sentiero in terra dove una volta si trovavano i binari di una ferrovia.

Spero di trovare qualcosa di interessante da vedere, ma rimango delusa rendendomi conto che si tratta di un paese come gli altri, abbastanza anonimo. Sempre attraversando un bosco arrivo poi a Cartigny. Un cagnolino mi viene incontro all'ingresso del paese. Stranamente non abbaia come fanno tutti gli altri, ma studia a debita distanza i miei movimenti. Sento che da lontano lo chiamano.

Una bambina correndo si avvicina, prende in braccio il cagnolino e mi sorride. Mi chiede qualcosa che non capisco e poi mi fa cenno di seguirla. La cosa sinceramente mi sembra un pò strana; la bimba non mi conosce e mi invita a seguirla! Decido di seguirla, molto incuriosita.

Mi mostra una casa e poi si mette ad urlare il nome di qualcuno. Esce una donna, con un grembiule e anche lei mi sorride. E quando si rende conto che sono straniera mi chiede in inglese se sono una pellegrina. Anche Vivien ha fatto il Cammino di Santiago e sembra entusiasta di vedere passare anche davanti alla sua casa un pellegrino. Dice che l'ultima volta è stato lo scorso anno: un belga.

Mi offre un pò d'acqua e un frutto e dopo aver scambiato quattro chiacchiere insieme ci abbracciamo e ritorno sulla Via. Evidentemente la donna deve aver raccontato alla figlia del proprio cammino e la bimba deve avermi riconosciuta propria come una di quelle persone che cammina con lo zaino e il bastone e ha pensato di far piacere alla madre accompagnandomi ad incontrarla.

Mentre attraverso un bel campo di grano ripenso alla bimba, alla sua innocenza e al modo in cui ha voluto dimostrare il suo Amore verso la madre. Semplicemente attraverso un ricordo che la rende felice. Penso a mia madre. La amo e mi manca. E mi dispiace farla preoccupare.

So che non è contenta del mio attuale stile di vita. Ma sono così. Sono IO. Vorrei tanto che capisse, ma siamo troppo differenti. Vorrei tanto che mi sostenesse, ma non posso pretenderlo. E adesso che mio padre non c'è più, per lei è ancora più difficile. Con una figlia come me, fuori dagli schemi!

La capisco, ma non posso rinunciare a me stessa! Rinunciando a se stessi si perde la libertà e la fiamma del cuore si affievolisce, fino quasi a spegnersi.

Osservo il percorso segnalato sulla mia guida e mi accorgo che forse c'è una possibilità di accorciarlo. Sul GPS vengono mostrate due strade molto vicine tra loro ma che non si uniscono. Se però esistesse un sentiero nel mezzo, potrei realmente accorciare di due o tre chilometro.

Decido quindi di mettermi i panni dll'esploratore, e questa volta vinco la sfida. Un sentiero, non segnato sulla mappa, unisce le due vie, così come scopro che esiste un'altro sentiero che attraversa un bosco e che permette di guadagnare un altro chilometro per raggiungere subito dopo la meta, Trefcon. Solo che avendo guaadagnato quattro chilometri mi ritrovo ad aver concluso la tappa alle 11 del mattino.

Mi sembra quasi di perdere la giornata e quindi, dopo aver comprato una bottiglia di acqua presso il centro equestre di Trefcon, dove avrei dovuto alloggiare, continuo il mio cammino sperando di trovare dove dormire. Fa molto caldo e sono costretta a bagnarmi la testa più volte e sorseggiare spesso la mia acqua, che ormai è diventata bolente.

Dicono che calda, l'acqua, disseti di più, ma berla a temperature tropicali non è un gran godere per il palato.

Attraversando i soliti campi arrivo a Etreillers, dove mi fermo al bar per rinfrescarmi un pò: prendo un succo di frutta e la signora, vedendomi molto accaldata mi offre anche dell'acqua fresca.

La ringrazio e le chiedo di apporre il timbro del bar sulla mia credenziale per avere un ricordo della sua generosità.

Il caldo è talmente opprimente che devo fermarmi a riprendere fiato anche al paese successivo, Roupy. Questa volta è l'ombra degli alberi davanti alla chiesa a darmi un gran sollievo. Fortunatamente comincia anche ad alzarsi un pò di vento fresco che mi rigenera un pò le forze.

Serancourt Le Grand si trova a pochi chilometri di distanza, lungo un fiumiciattolo. Anche questa cittadina fu tappa del pellegrinaggio di Sigerico. Sono da poco passate le tre del pomeriggio quando arrivo. Mi reco all'unica possibilità di alloggio esistente: il campeggio.

Mi dicono che non hanno nè caravan ne letti, ma che se mi accontento posso dormire sul divano della sala giochi al piano di sopra. Non ho molta scelta, ma da buona pellegrina accetto di cuore sorridendo. Non riesco invece a risolvere il problema del cibo.

La domenica è il giorno per me più difficile perchè puntualmente i negozi di alimentari e spesso anche i bar sono chiusi. Quindi mi dovrò arrangiare attingendo dalla mia scorta di barrette di cereali alla mela verde e comprando un pò di cioccolata dal distributore automatico di "schifezze"!.

Pazienza....domani sicuramente troverò di meglio!

Mappa

Risorse nelle vicinanze...loading

Altre pagine di diario