Tappa 15 - Da Bouconville Vauclair a Hermonville

Cathy ancora dorme quando mi carico lo zaino in spalla per partire. Sono le 6:00. So già che non ci sono posti letto disponibili ad Hermonville.

Abbiamo chiamato ieri. Ed essendoci un solo pulman alle 13:30 che da Hermonville porta a Reims, non ho intenzione di perderlo. Cathy invece passerà la notte in tenda, accampata dove le sue gambe la avranno portata. Io non credo che farei lo stesso, a meno di essere con qualcun altro.

Non so se definirlo coraggio il suo, forse con un pizzico di incoscienza. Comunque la libertà sta anche nel decidere ciò che si crede meglio per se stessi e certo non sarò io ad interferire nella sua scelta. Mi ha assicurato che non ha paura di dormire da sola per strada e questo mi basta per rimanere serena.

Mentre esco dalla porta della stanza, in cuor mio ancora la ringrazio e le auguro un Buon Cammino.
La frescura del mattino mi da il buongiorno e fa scivolare via quel velo di stanchezza che di solito si sente al risveglio. Devo raggiungere Bouconville e riprendere il Cammino da dove abbiamo desviato ieri.

La via che sto seguendo è una delle tante possibili, in quanto come è noto a tutti il percorso dell Via Francigena non è ancora omologato a causa delle continue "guerre politiche" che i paesi si fanno tra loro per accaparrarsene il passaggio.

Oltretutto è quasi totalmente privo di segnaletica, per lo meno nella tratta fino ad ora percorsa. Io cerco sempre di seguire la via più breve ed intuitiva, che sia nel contempo libera dal traffico delle auto, evitando quando possibile l'asfalto. E' che fino ad ora di sentieri sterrati ne ho incontrati realmente pochi.

La strada verso Corbeny attraversa un bosco. Ma è un bosco turbato dalla tempesta di ieri. Alcuni alberi hanno il tronco spezzato, altri sono sradicati dal suolo. Foglie e grossi rami ingombrano il passaggio sulla strada. La gravità del danno mi porta ancora a ringraziare nel cuore di aver trovato riparo prima che iniziasse il disastro.

Che avrei fatto se fossi stata colta improvvisamente da tale furia? Come me la sarei cavata?
Speravo di far colazione a Corbeny, ma è ancora tutto chiuso. La via prosegue tra campi di frumento e coltivazioni di quelle che sembrano rape o comunque tuberi o radici. Il vento continua ad accompagnare i miei passi.

Non nego che a causa del ricordo della tormenta di ieri, ogni tanto mi volto indietro a controllare la situazione nel cielo. Vengo poi distratta da un'immenso manto giallo che si distente fino all'orizzonte. Sono girasoli; bellissimi; giganti. Nemmeno sul Cammino di Santiago ricordo di averne visti di tanto grandi e di un giallo così intenso.

Peccato che il cattivo tempo abbia danneggiato anche loro. Molti sono piegati e altri hanno i petali scomposti. Mi fermo ad osservarli. A parte che seguono il moto del sole, è impressionante quanto gli somiglino. Il capolino, ovvero la parte centrale, ha tutta la parvenza con il nostro sole, mentre i piccoli fiori all'interno lo colorano formando delle bellissime sfumature giallo scuro, arancioni e marroni, quasi a formare le cossiddette macchie solari di cui tanto gli astronomi discutono.

I petali esterni rappresentano invece i raggi solari. E' un fiore che realmente mi inspira energia, luminosità, maestà, forza. E certo vederne così tanti tutti insieme mi fa un certo effetto.

In breve arrivo a Berry-au-Bac. Mi rendo conto di aver fatto male i calcoli sull'orario e he se avessi dormito un'ora in più sarei comunque potuta arrivare con calma per prendere il pulman. Sono le 10 e mancano solo 8 Km. Rallento il passo e cerco di godermi la camminata. Solo che ovviamente quando non c'è nulla di particolare ad attirare la mia attenzione, il mio pensiero comincia a vagare e mi perdo tra ricordi e desideri.

Il ricordo di mio padre e il desiderio di poterne ancora sentire l'abbraccio. Il ricordo della persona che, nonostante tutto, ancora continuo ad amare, e il desiderio di poterlo di nuovo incontrare.  Il ricordo dei miei anni in Brasile e il desiderio di poter tornare a salutare gli amici e a nuotare nell'oceano. Tanti i ricordi e tanti i desideri.

Una volta credevo che la Libertà fosse la capacità di allontanare ricordi e desideri, cosa che avrebbe liberato il Cuore dalla sofferenza e da tutti quegli altri sentimenti scomodi che ci incatenano al mondo materiale. Adesso invece sto scoprendo che la Libertà del Cuore è tutt'altro. E far fluire le energie, le emozioni, i sentimenti, abbandonando la paura di viverli e di esprimerli.

Questo significa per me essere liberi: piangere quando si ricorda qualcosa di triste; ridere a squarciagola quando ti senti di ridere; lottare per realizzare i propri desideri senza dare importanza alle conseguenze; sorridere quando qualcuno ti giudica; affrontare con coraggio tutte le situazioni che la vita ti propone.

Libertà non è sinonimo di vuoto. Al contrario. E' sinonimo di pienezza. E quindi vivere la vita al massimo, godendo di tutti i suoi contenuti. E questo si può imparare a farlo anche rispettando tutte le responsabilità che la vita ci mette davanti: e quindi la famiglia, il lavoro, gli impegni. Impariamo ad affrontarli con gioia e senza paura.

Sentiremo il cuore riempirsi e un gran senso di libertà che ci si avvolge intorno.

Arrivo ad Hermonville un'ora e mezza prima del passaggio del pulmann. Approfitto per comprare un pò di pane e dello yogurt che diventano il mio pranzo. Aspetto all'ombra e puntuale ecco arrivare il mio pulmann. Destinazione Reims.