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Tappa 16 - Da Hermonville a Reims

ven 16 Lug 2010

Non mi stimola proprio l'idea di dover iniziare a camminare così tardi, anche se devo ammettere che ho dormito ben volentieri un paio d'ore in più.

Cerco di organizzare la giornata per sfruttare al massimo il tempo che ho a disposizione. Farò un giretto per conoscere il centro di Reims e in particolare per visitare la famosa Cattedrale, poi farò alcune commissioni e infine prenderò il pullman che mi riporterà ad Hermonville e poi... Mi fermo un attimo a pensare! Ecco l'idea che renderà la tappa di oggi un pò più stimolante.

Prendo l'indispensabile: cappellino per il sole, impermeabile, una buona scorta d'acqua, documenti, telefono e gps ed esco alla scoperta di Reims, mentre aspetto l'orario di partenza del mio pullman.

Alle 12:30 sono nella piazza principale di Hermonville. Accendo il gps per studiare la direzione da prendere e il percorso da fare; poi mi sistemo bene lo zainetto ed eccomi pronta: oggi fino a Reims si corre!!

"Sono solo 16 Km, posso farcela" - penso; e dopo qualche centinaio di metri di riscaldamento camminando a buon passo, inizio la mia corsetta lungo una strada sterrata che costeggia il bordo di un piccolo bosco.
Si tratta di un corsetta molto lenta, tipo quelle che si fanno per defaticare dopo un allenamento sportivo, 7- 7,5 Km/h.

L'idea è quella di fare un'esperienza differente, che movimenti un pò la giornata. Ovviamente non si è trattata poi di una corsa continuativa, in quanto spesso mi fermavo per fare foto e per controllare la direzione sul gps. Però l'ho fatta tutta di corsa, fino all'ingresso di Reims e l'impresa mi ha molto soddisfatta. La chiamo "impresa" per due motivi: perchè non ho mai corso salendo e scendendo per le colline e tanto meno con un peso, seppur limitato, sulle spalle.

Io non sono un gran corridore: avevo cominciato a prepararmi per la mezza maratona ma ero arrivata a correre benino solamente i 10 Km. Però sono fisicamente forte e sopratutto determinata. Se decido di fare una cosa, mi impegno sempre per farla al meglio delle mie possibilità.

E così è stato anche oggi. Non mi chiede i particolari del percorso: ero troppo attenta a osservare dove mettevo i piedi per evitare cadute e sopratutto per non sollecitare troppo la mia caviglia sinistra, ancora un pò debole dopa la storta presa a maggio sul Cammino di Levante.

Ricordo gli ambienti attraversati come dei brevi flash: uno sterrato al bordo di un bosco, un coniglio che mi ha tagliato la strada, una strada sbarrata che mi ha fatto fare una lunga deviazione, una casa alquanto misteriosa, un lungo percorso in un bosco, la vista di Reims dall'alto di una collinetta, la corsa in discesa in mezzo a delle coltivazioni, la scritta "champagne" sul muro di un casale mentre attraversavo Merfy, il passaggio sull'autostrada, la strada asfaltata e la pista ciclabile che costeggia tutto il canale all'ingresso di Reims.

Ma proprio questo "non osservare"  mi ha portato a riflettere molto sul ritmo del Cammino. Il Cammino della Vita.

Quante volte facciamo le cose di corsa, senza fermarci a riflettere e rischiando di farle male? E quante altre volte invece la nostra lentezza, nel pensare, nel decidere, nell'agire, ci fa perdere delle occasioni e delle emozioni che forse mai ritorneranno sul nostro Cammino?

Spesso camminare troppo rapidamente non ci fa accorgere della Bellezza che ci circonda, dell'Amore che ci avvolge, di particolari che ci possono aiutare a crescere o che semplicemente ci possono arricchire il Cuore. Ma è anche vero che soffermarsi troppo a contemplare il colore di un fiore, riduce il tempo per poter godere dei colori degli altri.

Il ritmo è uno dei protagonisti del nostro Cammino. E la sua gestione è determinante per godere al massimo dei doni che l'Universo ci mette a disposizione ad ogni passo che facciamo.

Ed io non sono totalmente d'accordo con quelle filosofie che decantano la lentezza come l'unica via per il raggiungimento della pace e della serenità interiore. Come non mi sembrano molto produttive quelle discipline che ti invitano alla non-azione e che predicano la sola meditazione o la sola preghiera per raggiungere l'illuminazione dello Spirito.

Credo invece che la pienezza del Cuore e quindi l'evoluzione dello Spirito si costruisca ogni giorno cercando il giusto ritmo per ogni esperienza che la Vita ci pone innanzi. Certo si tratta di una scelta molto difficile, quella del ritmo da dare alle cose che facciamo, e quasi sempre ci rendiamo conto solo alla fine se abbiamo scelto il ritmo giusto oppure se fosse stato meglio camminare più lentamente o più velocente.

E' il Cuore il giudice delle nostre scelte. Quando ci sentiamo felici e soddisfatti vuol dire che abbiamo scelto il ritmo giusto.

E così è stato per me oggi. Sono arrivata a Reims stanca, ma con il sorriso e il Cuore pieno dell'emozione di questa esperienza differente. Non mi sono soffermata ad osservare i fiori o ad ascoltare il fruscio del vento tra le foglie?

Evidentemente oggi non ne avevo bisogno per gioire della vita. E' possibile che correndo mi sia persa un'occasione, un incontro, un sorriso. Ma non potrò mai saperlo.

L'unica cosa che sò è che oggi il mio Cuore aveva bisogno di correre per sentirsi libero.

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