Tappa 18 - Da Trepail a Chalons en Champagne

Ho dormito profondamente. La cena di ieri mi ha riempito stomaco e cuore e il liquore a base di succo d'uva, dopo un dessert di menta e cioccolata, ha fatto il suo dovere di sonnifero naturale, accompagnandomi dolcemente a riposare.

Il profumo dei croassaint circola in tutta la casa. Sono le 5:30 e Mme. Bertrand sta già preparando la colazione. Anche stamattina sulla tavola c'è ogni ben di Dio: marmellate, biscotti, cioccolata, torta, succo di frutta.

Rimango senza parole e dentro di me, per una volta, sono contenta di non sapere una parola di francese, come scusa al fatto di non sapere cosa dire. Arrivata l'ora dei saluti, ci scambiamo gli indirizzi email e, per quanto i gentili signori non chiedano nulla, io e i due compagni ci sentiamo di dover almeno controbuire per le spese del mangiare.

Lasciamo quindi una buona donazione come ulteriore ringraziamento della meravigliosa accoglienza e ospitalità. Sono questi momenti i condivisione che ravvivano ogni giorno il mio desiderio di continuare a camminare.

Il cielo è sfumato di un rosso vermiglio. Il sole sta nascendo dietro le viti schiarendo rapidamente l'ambiente. Ci avviamo insieme lungo la strada provinciale ma in breve, come sempre capita sul cammino, ci distacchiamo senza salutarci, perchè tanto sappiamo che ci rivedremo più avanti, se non direttamente alla meta. Per camminare ognuno con il proprio ritmo.

Ognuno con i propri pensieri. Ognuno con i propri sogni. In breve i vigneti si trasformano in coltivazioni di frumento. Deve essere già periodo di raccolto. Molti dei campi sono già stati mietuti e i bordi della strada sono sommersi da manciate di semi, un vero banchetto per uccellini e conigli che si intravedono numerosi tra ciò che rimane delle spighe.

Ogni tanto qualcuno attraversa la strada con dei rapidi balzi. Uno di loro è realmente enorme e mi fermo ad osservarlo. A contrastare queste immagini di vita, però, oggi ho visto anche molto spesso la morte sulla strada.

Nonostante apparentemente sembri una strada tranquilla, il numero di animali morti che continuo ad incorciare è impressionante: oltre ai poveri uccellini e conigli, i più colpiti da questa mattanza, ho visto anche un cerbiatto, un ermellino, due topi e persino un piccolo cinghiale.

So che non si tratta di un bel raccontare. Raccontare la morte porta sempre alla mente pensieri e ricordi tristi. Ma anche la morte fa parte del Cammino; e fa parte della vita. E credo che per imparare ad accettarla sia importante anche imparare a raccontarla, come qualcosa che fa parte dell'esistenza e non come la fine di tutto.

Sinceramente la parola "fine" mi spaventa di più della parola "morte". Dipende molto anche da cosa si crede che la morte sia. Credere che si tratti di un passaggio (il che rispecchia il mio pensiero) è certo di grande aiuto per imparare ad accettarla.

Non dico che sia semplice. Io ancora sono molto lontana dal riuscire a convivere bene con il concetto di morte fisica. Però sento di essere sulla buona buona strada e immaginare la morte come un'occasione di rinascita mi aiuta non poco a vivere nella speranza e con maggiore serenità.

Raggiungo la strada trafficata. Proprio non sopporto il rumore delle auto che mi sfrecciano a fianco e quindi inizio a cercare delle alternative al percorso, ma senza buon esito. Fortunatamente però l'indicazione della GR bianca e rossa mi porta prima tra le viuzze di un paesino e poi a seguire un sentiero in un bosco che costeggia un piccolo canale quasi prosciugato.

La via si apre poi in un campo di frumento e continua bordando il bosco fino a sbucare all'altezza di un canale più grande, il Canale laterale al fiume Marne, che mi accompagna fino all'ingresso di Chalons-en-Champagne, la mia meta di oggi. La cattedrale domina lo sfondo e più mi avvicino e più mi rendo conto delle sue dimensioni.

Non pensavo di trovarne qui una così grande. L'interno è un pò buio. Un signore vestito di scuro, vedendomi con lo zaino, mi chiede se ho bisogno di aiuto. Gli faccio capire che sono una pellegrina e che sto cercando un posto per dormire.

Il signore mi indica la Chiesa di Notre Dame in Vaux, che si trova vicino alla Mairie, come luogo di accoglienza dei pellegrini e dopo averlo ringraziato mi precipito sul luogo. Ed ecco ritrovati i miei due compagni. Mi dicono che mi hanno già trovato una stanza a casa di una famiglia, mentre loro andranno a dormire nel campeggio.

La signora dell'accoglienza mi raccomanda di andare puntuale a casa della Famiglia Jonhson, che mi aspetta per mezzogiorno e mezzo. Nel tempo che mi resta decidiamo di andare a pranzare in un bar e facendo un breve riepilogo delle tappe da affrontare, ci rendiamo conto che oggi i nostri Cammini si separano.

Io continuo verso sud est, mentre loro si muoveranno verso sud ovest in direzione Santiago. Festeggiamo quindi il nostro incontro con il rituale della condivisione del pane. Michael ne prende in mano un pezzo, ed io e l'olandese ne prendiamo una parte dalla sua mano e insieme ce lo portiamo alla bocca, ringraziandoci uno con l'altro per il tempo che abbiamo condiviso.

E' stato un bel momento. E, come sempre un pò dispiaciuta di dover lasciare i compagni di viaggio, mi rimetto lo zaino in spalla e mi incammino verso l'indirizzo che la signora dell'accoglienza mi ha dato. Una signora africana mi apre la porta sorridendo e mi fa accomodare in casa.

Per fortuna parla un pò di inglese e quindi riusciamo ad avere una breve conversazione. La signora è del Senegal e vive qui da molti anni con il marito, un fisioterapeuta. Chiacchieramo tranquillamente per una mezz'ora mentre assaporiamo una bevanda fatta con un fiore violaceo tipico africano, dal saporte tra l'acido e il dolciastro.

Mi mostra quindi la stanza e mi invita a scendere più tardi per conoscere il marito e per cenare insieme alla sua famiglia. Si prospetta quindi un'altra serata molto interessante e il mio cuore ringrazia per il grande dono anche oggi ricevuto.

Dopo giorni di freddi ostelli, ecco finalmente il calore dell'accoglienza e il vero spirito del pellegrinaggio.