Tappa 02 - Da Calais a Wissant

Carica di energia, ecco come mi sento, nonostante abbia dormito realmente poco.
Il mio cammino, stamane è cominciato realmente tardi: ho dovuto aspettare le 10 che aprisse l'unico "store" della SFR per chiedere delle info sull'uso della chiavetta 3G internazionale per la connessione internet.


Quindi, zaino in spalla, mi reco davanti alla porta di Notre Dame cercando un qualsiasi segnale che indichi una direzione, ma nulla! Per fortuna sono munita di GPS che però ha un grande limite: non segnala le stradine di campagna e i sentieri, quindi se non ti studi bene il percorso il giorno prima, tramite un programma tipo Google Map dove si vedono le immagini dal satellite, rischi di seguire un percorso asfaltato e magari trafficato, quando invece si potrebbe camminare su sentieri interassanti e suggestivi. So sempre quindi, a grandi linee quale sarà il percorso che farò il giorno dopo: si tratta solo di verificarne la condizione.


Sicura di me inizio quindi la tappa e attraverso Calais in direzione del mare. L'oceano! Quanta forza che mi trasmette, con il suo profumo e il rumore delle onde! Ma prima di riuscire a vederlo in tutta la sua immensità devo camminare per più di mezz'ora attraversando anche il paese di Bleriot-Plage. Quindi c'è una strada, sulla destra, che porta a raggiugere una scala in legno, salita la quale mi aspetta una visuale splendida: una lunghissima distesa di sabbia, e, ad un centinaio di metri, Lui, l'oceano.. apro le braccia, come per farmi riconoscere e per salutarlo e comincio a respirare profondamente. Sento i polmoni riempirsi di vita, mentre il vento, gentile, mi accarezza le guance. Sono quei momenti in cui realmente mi sento libera. Io, la natura e Dio. Un unico compromesso: il rispetto per il Creato.


Affondo il piede nella sabbia e inizio a camminare verso la battigia: c'è bassa marea e questa evidenza è confermata dal mio GPS che segna come altitudine - 2 metri slm. Anche la compattezza e la forma ondeggiante della sabbia sono tipiche della bassa marea. Cammino lungo tutta la spiaggia, mentre l'amico vento addolcisce la sensazione di calore sulla mia pelle. E' l'una e c'è un sole splendido. Io, per non scottarmi cammino con indosso un golfino di cotone a maniche lunghe e foulard in testa: sarà per questo che le poche persone che ci sono mi guardano un pò stranite? Beh! Non credo che sia una cosa comune vedere camminare in spiaggia una ragazza, pesantemente vestita, nonostante la temperatura di 30 gradi, con un grosso zaino in spalla, sul cui retro è appesa la scritta "Globetrotter-life ...Viaggia con me". Già, non credo che sia molto normale, ma questa sono Io!


Sorrido mentre penso a ciò che la gente bisbiglia quando mi vede passare. Si! Sorrido! Perchè non mi importa di quello che pensano, anzi, mi diverte immaginare tutti i commenti che fanno. E'una sensazione realmente liberatoria rendersi conto che ti senti distante dal giudizio degli altri! L'importante è il Rispetto: rispetto per l'individualità di una persona e per le sue credenze. Non è necessario condividerle, basta solo entrare nella visione che ognuna delle tue idee è solo una goccia che fa parte di un immenso oceano, ma che se non ci fosse ne ridurrebbe la forza, la capacità, l'energia... Quando c'è il rispetto si crea armonia, nonostante le differenze!
Tra un passo e l'altro mi fermo a scattare qualche foto o a scrivere delle frasi sulla sabbia; e così continuo fino a che mi rendo conto che la marea sta iniziando a salire. La grande striscia di sabbia comincia lentamente ad assottiliarsi e davanti a me iniziano a comparire delle roccie, dietro le quale non si riesce a vedere cosa ci sia. Alla mia sinistra il paesaggio si è totalmente trasformato; la pianura è diventata un rilievo a strapiombo dal quale non ci sono possibilità di uscita. A destra l'acqua continua a salire.

Ammetto di essere un pò preoccupata, non conoscendo i tempi delle maree. L'unica cosa di cui mi rendo conto è che quando la marea sale non c'è spiaggia in quel punto e lo capisco dalle alghe attaccate alla parete rocciosa. Che fare quindi? Tornare indietro all'ultimo paese incontrato, Sangatte, e quindi continuare su strada, oppure provare ad andare avanti? Mi fermo a riflettere qualche secondo, ma ecco che, puntuale, arriva in aiuto la Provvidenza. Da dietro le rocce compaiono due pescatori, ai quali chiedo consiglio e che mi assicurano che ci vorranno ancora un paio d'ore prima che l'acqua copra tutto. Mi dicono inoltre che superata quella parte di scogli si continua sulla sabbia fino a Wissant. Sollevata da questa notizia, inizio a muovermi prudentemente tra una roccia e l'altra fino a raggiungere l'altra parte della spiaggia. Un sospiro di sollievo esce naturale dai miei polmoni appena il piede ritorna ad appoggiarsi sulla sabbia. Deve essere a causa dell'insicurezza che ancora ripongo sulla mia caviglia sinistra sulla, dopo la storta presa durante l'ultimo cammino. Continuo a percepire dei leggeri dolori e quindi rimango sempre con un pò di timore di farmi male di nuovo.


Qui c'è molta gente! Decido di camminare a ridosso della parete rocciosa, dove in alcuni punti sgorga della freschissima acqua. Approfitto per bagnarmi la testa.
Qui mi trovo davanti a due possibilità: continuare sulla spiaggia fino a Wissant o salire sul rilievo: su Google Map mi era sembrato di intravedere un sentiero e decido quindi di andare in esplorazione. La scoperta è una di quelle sensazioni che mantengono vivo l'interesse verso le cose... ormai di spiaggia ne avevo già percorsa tanta: è quindi ora di cambiare un pò!


E infatti, raggiunto il top della strada eccomi davanti una visuale totalmente differente. Cambiano i colori, gli spazi, i rumori, cambia la percezione dell'ambiente. E un sentiero che corre lungo il precipizio mi darà la possibilità vivere questo cambiamento. Il sentiero è segnalato all'inizio con due strisce orizzontali parallele, una bianca e una rossa. Mi metto in cammino certa di essere sulla strada giusta.


I panorami che si possono vedere da qui sono incredibili. Alle mie spalle, su una collina, c'è anche un enorme Obelisco, punto di interesse per molti viaggiatori e sempre guardando indietro noto in lontananza che il punto roccioso che ho dovuto superare è ormai quasi totalmente sommerso dall'acqua.
E' incredibile quante scoperte si posso fare di uno stesso luogo semplicemente cambiando il punto di vista. E, se ci pensiamo bene, quante cose potremmo capire anche sull'Essere Umano e sui propri sentimenti, se solo avessimo la volontà di analizzarlo non solo dal nostro punto di vista ma anche da quello dell'interessato: ma siamo troppo egoisti per farlo! Imparare ad analizzare le situazioni sotto tutti i diversi punti di vista sicuramente aiuterebbe le persone a capire, comprendere, accettare e soprattutto perdonare... Quanto sarebbe più "leggera" la nostra vita?


Il cammino prosegue con un sali e scendi lungo tutto il rilievo fino ad immettersi di nuovo sulla spiaggia.
Da qui già si può vedere Wissant che raggiungo un poco più di mezz'ora.


Wissant è una cittadina molto piccola, turistica, e quindi abbastanza cara, sia nell'alloggio che nella ristorazione. Non è certo cosa per pellegrini! Rimpiango un pò la Spagna dove la cultura del pellegrinaggio è più ricca e l'accoglienza al pellegrino più sentita. Ma sono fiduciosa, e sono qui anche per questo: per contribuire alla crescita culturale del pellegrinaggio, portando la mia esperienza...
 
Un abbraccio a tutti