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Tappa 26 - Da Dampierre sur Salon a Gy

mer 28 Lug 2010

Guardo l'orologio: un minuto prima che suoni la sveglia. Ecco l'abitudine che regola i ritmi biologici!
Mi preparo e, arrivata Emiline, le riconsegno le chiavi e ancora la ringrazio per l'ospitalità.

Fuori sembra arrivato l'autunno: una fitta nebbiolina avvolge case e alberi e l'umidità fa brillare l'asfalto, ravvivandone il grigiastro. Il freddo mi stimola l'appetito e rapita dal profumo del pane appena sfornato mi intrufolo in una Patisserie, uscendone con due croassant ancora caldi.
Passa solo una mezz'ora ed inizia a piovere. Avevo già preparato il Kway certa che oggi avrei preso l'acqua.

E' quella pioggerella fastidiosa che quasi non si vede ma che in pochi minuti ti infradicia ttuti i vestiti.
Consulto la mia guida: proponendosi di passare per Seveux, uno dei paesini che fu tappa dell'Arcivescovo Sigerico, viene segnalato un tragitto interamente lungo una strada abbastanza trafficata. Già la giornata si prospetta un pò antipatica a causa della pioggia e sinceramente l'idea di dover oltretutto passare il mio tempo a stare attenta a non farmi investire non mi alletta per nulla. Decido quindi di trovare una soluzione alternativa. Una strada provinciale che attraversa di diversi paesini mi porterà dritta alla meta di oggi, Gy.

Il rumore delle gocce di pioggia sul cappuccio del Kway, inizia ad intensificarsi. Non riesco a sentire altro che quello. E' un tintinnio melodioso, pur essendo disordinato, ed è magicamente ipnotico. Il mondo mi circonda, ma io non lo percepisco.

E mentre cammino con lo sguardo fisso sull'asfalto, il volto di mio padre, sofferente, appare nitido tra le pozzanghere. E le lacrime si mescolano alla pioggia. Mi è apparso in sogno solamente una volta dopo la sua morte, lasciandomi dei messaggi che, ahimè, ancora non sono riuscita a decifrare. Poi più nulla. Vorrei rivederlo. Vorrei abbracciarlo. Vorrei parlargli. Sogno che torni da me sorridendo per dirmi quanto è fiero della sua bambina e delle sue scelte, scelte di libertà che non ha mai condiviso quando era in vita. Si, perchè sono certa che ora che ha visto la Luce e ha conosciuto la Verità, sarebbe il primo a prendermi per mano e ad accompagnarmi. Perchè so che il suo Amore per me è stato immenso, in ogni suo gesto, in ogni sua scelta, in ogni suo errore. E se non fosse stato per le "guerre" che ci siamo fatti, probabilmente io non sarei adesso quello che sono. E per questo, papà, ti ringrazio!

L'aria si fa fredda e un brivido mi attraversa la schiena. Alzo lo sguardo e mi accorgo che la strada si addentra in un bosco. La pioggia si fa ancora più intensa. Il rumore delle gocce che sbattono sulle foglie è quasi assordante, coprendo persino quello delle gocce sul Kway. Un nuvolone grigio si abbassa nascondendo le cime degli alberi e rendendo l'ambiente alquanto tetro. Mi ci vuole qualcosa per distrarmi e per allontanare l'ansia che sta pian piano salendo. Definitivamente preferisco il brillo del sole al buio delle tenebre. Pur cosniderando che se non fosse per l'oscurità non potremmo apprezzare ciò che la Luce ci dona.

Mi metto a cantare e in breve mi torna il sorriso.

Sainte-Reine è appena fuori dal bosco. Poche case sparse e un grande pascolo pieno di vacche che mi fissano incuriosite. La pioggia diventa più leggera fino a cessare e le nuvole perdono quel grigio che fino ad ora le ha colorate.

Incrocio ancora due paesini semiabitati fino a riprendere la strada trafficata che avevo lasciato in principio. Il Castello di Gy è là, ad un paio di chilometri, che domina il paese.
L'ufficio Turistico è chiuso ma, grazie al mio amico Ettore, che ieri ha telefonato, so che in fondo alla Grand Rue troverò Mns Coutout che affitta delle stanze ai pellegrini.

Una graziosa signora mi apre la porta. Le dico il mio nome. Mi aspettavano più tardi ma si danno subito da fare per preparare le stanza. In dieci minuti sono sdraiata su un grande letto a riposare, in un appartamento che dispone di bagno, cucina, salotto e un'altra stanza da letto. E nel frigorifero c'è tutto per cenare e per la colazione di domattina. Chiudo gli occhi per un attimo e ringrazio: oggi mangerò qualcosa di caldo!

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