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Tappa 30 - Da Ouhans a Pontalier

gio 05 Ago 2010

Le giornate di pioggia mi mettono sempre molta nostalgia. Il cielo diventa cupo, i colori acquistano opacità, gli uccelli non cinguettano. Eppure dovremmo solo ringraziare per questo dono che ci viene offerto. L'acqua è vita! Ma come tutte le cose, noi Esseri Umani le apprezziamo solo quando ci servono!. "Ho sete!", per fortuna che c'è l'acqua!. "Uffa piove! Non voglio bagnarmi!" Ed ecco che la stessa acqua diventa un incomodo! Che grandi opportunisti che siamo! Forse è anche per questo che non ci vengono consegnate le chiavi della Conoscenza, della Verità, dell'Amore. Perchè se le usassimo nei giorni di pioggia, sicuramente le useremmo nel modo sbagliato! Vorrei tanto poter imparare a sorridere anche quando il cielo è grigio...
 
Ho una gran fame: sono a digiuno da ieri pomeriggio. Il mio unico pensiero mentre cammino è incontrare un posto per poter fare colazione. E qualcuno da lassù deve aver udito la mia preghiera perchè al primo paese che incontro ecco una panetteria. Nessun ritegno: due croassant, due yogurt e un succo di frutta! E proseguo soddisfatta.

Il cammino è tutto su asfalto. Quattro paesini si susseguono e poi la Via svolta decisa a sinistra in direzione Pontarlier, la mia meta. Tappa breve oggi. Ho ancora un pò le gambe indolenzite da ieri e sinceramente, come ho sempre lasciato intendere, non cammino con entusiasmo sotto la pioggia. Oltretutto fa un gran freddo. Sembra autunno. Il termometro all'ingresso di una farmacia indica 10 gradi. Estate strana questa; un giorno si ansima per il caldo e il giorno dopo si trema per il freddo.

Alla mia sinistra qualcosa rapisce la mia attenzione. Sulla facciata di una collina è costruita una Via Crucis. Ai piedi, la statua dell'Angelo della Passione accoglie i "Crucis Viandi". In cima, la Croce della Libertà compensa il camminante del sacrificio e della sofferenza vissuta durante la Salita.
Mi piace pensare la Via Crucis come il Cammino dell'Essere Umano verso la Libertà.

Non riesco a trattenermi. Una forza molto intensa mi attrae verso quella Croce. Devo salire. Cammino lentamente. Ad ogni passo, un respiro. Per ogni respiro, un "grazie". Solo Grazie. Per imparare a dirlo sempre. In qualsiasi occasione. Non importa per cosa. Basta un Grazie. Col Cuore.
Più mi avvicino alla cima e più la pioggia si intensifica. Ho tutto il viso bagnato, ma continuo a testa alta. La Croce è li a pochi metri. Una croce nuda. Una croce libera dalla passione e dalla sofferenza. E nel vederla sorrido. Diluvia, ma sorrido.
 
La strada per Pontarlier sale su una collina e la attraversa. Cammino come sempre sul bordo sinistro, mentre le poche macchine che passano mi sfrecciano al fianco schizzandomi copiosamente. Sono completamente fradicia, ma stranamente oggi la pioggia non mi da più fastidio. Ripenso all'esperienza appena vissuta. Un Cammino dentro un Cammino. Spesso mi chiedono se sono religiosa. E si sorprendono quando rispondo di no.

Ho fede e credo fermamente in quel Qualcosa che è Creatore e Reggente della Vita e dell'Universo. Ma non sono religiosa. Le religioni sono creazioni dell'Uomo, e come l'Uomo, hanno dei grandi limiti oltre a porne molti. Oltretutto è evidente che le religioni non fanno altro che creare divisioni, quando al contrario dovrebbero favorire l'Unione e la Fratellanza. Ma non sono certo qui per criticare. Ognuno scelga la strada che reputa migliore per la propria evoluzione. Anche questa è Libertà.
Io ho scelto la strada della Ricerca Interiore, convinta che le risposte a tutte le mie domande si trovino dentro al mio Cuore e non certo in una chiesa o in una moschea.
E come non mi piacciono gli psicologi, che pretendono di capire gli altri senza nemmeno conoscere se stessi, non mi piacciono nemmeno quelli che, facendosi chiamare maestri, ti spingono a seguire la loro strada, tentando di convincerti che sia l'unica corretta. Tutti siamo Maestri nel momento in cui partecipiamo all'evoluzione dell'altro. Nessuno invece può essere psicologo se non di se stesso. Non me ne vogliano gli psicologi: si tratta solo del mio pensiero.
 
Ecco la città. Il traffico aumenta. Così come il cattivo odore. Fortuna che c'è la pioggia, dico adesso, che li attenua e li confonde. Una lunga periferia tra centri commerciali e industrie. Poi la zona residenziale e infine il centro. All'ufficio turistico Orelie mi da una mano a trovare alloggio. La Curia è chiusa per ferie e quindi mi rivolgo all'Ostello della Gioventù, dove è disponibile l'ultimo posto in una camera mista e solo per questa notte. Fuori continua a piovere. Un ottimo giorno per riposare. E sorrido.

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