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Tappa 36 - Da Martigny a Orsieres

mer 11 Ago 2010

Avevo proprio bisogno di riposare. Mi sento molto meglio rispetto a ieri e dopo una bella colazione sono pronta per partire. E' tardi. Sono quasi le nove quando esco da Martigny.

Il Cammino inizia subito in salita, costeggiando per un breve tratto la ferrovia. Un sentiero molto stretto, a tratti faticoso sia come pendenza che come tipo di terreno. Il suolo è un pò umido. Devo stare attenta a dove metto i piedi per evitare di scivolare. Più salgo e più mi convinco che questa via non è molto adatta ad un pellegrinaggio. La parete della montagna inizia a farsi sempre più scoscesa e sulla mia destra si forma uno strapiombo. Ma le indicazioni continuano in quella direzione. Corde di acciaio per attaccarsi, brevi ponti di ferro per superare dei crepacci: no!, tratto assolutamente non adatto a chi come me trasporta un pesante zaino che certo non favorisce l'equilibrio sulle forti pendenze.

Sono costretta a togliermelo più di una volta e a trascinarlo per riuscire a superare, a mio parere, dei pericolosi passaggi. Io non sono una esperta della montagna, ma di passi ne ho fatti, e parecchi! Ammetto che mi sono trovata abbastanza in difficoltà. Quindi attenzione! Se soffrite di vertigini o non siete ben pronti fisicamente, o siete reduci da piccoli infortuni sul percorso vi consiglio di seguire la strada provinciale, anche se un pò trafficata.

Dall'alto vedo Bovernier. Ad un tratto, da dietro una casa, appare una persona che porta un grosso zaino e si aiuta con i bastoni da trekking. Non distingo se uomo o donna. "Deve essere sicuramente un pellegrino!"- penso, mentre sul volto mi si disegna un pronunciato sorriso. Ora che il tratto difficile è superato, accelero il passo. Ho voglia di incoltrarlo e conoscerlo, quest'altro "courajouse". Sono giorni che cammino da sola e parlo con me stessa! Ho voglia di condividere, di ridere, di scherzare, di commentare!

In breve raggiungo la strada e appena passata sotto il ponte della ferrovia, dietro una curva, mi accorgo di un grosso zaino appoggiato alla cabina del telefono. Una ragazza dal viso simpatico, vedendomi arrivare, si precipita fuori, mi prende la mano e si presenta in francese: "Ciao, sono Laure. Sto camminando lungo la Via Fracigena. Tu sei la pellegrina italiana, vero?". Colta da un momento iniziale di stupore, le sorrido e mi presento. Non mi aspettavo tanto entusiasmo. Evidentemente anche lei, sta sentendo il mio stesso desiderio di trascorrere qualche momento in compagnia.

Laure è di Bordeaux e ha iniziato la Via a Pontarlier. Le hanno parlato di me a Lausanne. Anche io in effetti sapevo che davanti a me camminava una pellegrina francese. Me lo aveva detto una signora che dormiva nella mia stessa camera proprio all'hostal di Pontarlier, ma al momento non ho collegato che potesse essere Laure.

Entusiaste dell'incontro, riprendiamo insieme il Cammino senza smettere un attimo di chiacchierare. Sembriamo due vecchie amiche che non si vedono da lungo tempo!

Laure è veramente una ragazza solare: saluta tutte le persone che incontra con il suo contagioso sorriso e riesce sempre ad "attaccare bottone" con tutti, anche con i più restii alla conversazione.
Arrivate a Sembrancher riesce persino a farsi aprire la panetteria che aveva già chiuso da più di mezz'ora per poter comprare qualcosa per il pranzo. Ringraziamo il gentile ragazzo per la cortesia e ci sediamo su una panchina, vicino ad una fonte.

Il tratto che va da Sembrarcher a Orsieres è molto più tranquillo, sempre immerso tra i boschi. Sulla strada incotriamo altri due pellegrini italiani di Milano, Paola e Marco che stanno percorrendo il tratto Aosta - Martigny. Ci fermiamo a scambiare due parole e i due ci danno indicazioni sulle condizioni del sentiero. Poi il classico saluto:"Buon Cammino!" e proseguono nella direzione opposta alla nostra.

Quanti incontri! Ecco il mio dono di oggi!...Avevo bisogno di compagnia e il Cammino, come sempre, ha subito provveduto!

Prese dalle nostre conversazioni, il tempo vola e in breve ci ritroviamo a destino, in cerca della parrocchia dove dovrebbe esserci qualcuno ad attenderci. Padre Klaus ci viene ad aprire nella sua uniforme bianca. E' un uomo alto, simpaticissimo e molto gentile. Parla correntemente anche l'italiano e si diverte a fare battute, che realmente ho trovato brillanti. Che gran risate! Ci mostra lo spazio dove possiamo dormire! Un saloncino accogliente al primo piano di una piccola casa a fianco della parrocchia, solitamente utilizzato per il catechismo. Ci sono tre materassi e due lunghi tavoli.

L'unica pecca sono i servizi. Niente docce ed è necessario utilizzare i bagni pubblici che si trovano nella piazza della chiesa. Padre Klaus ci dice che ha già fatto richiesta al comune di mettere a disposizione uno spazio più organizzato, ma come al solito per certe cose ci vuole tempo! (solo per le cose che non interessano!)

Ringraziamo di cuore Padre Klaus e ci godiamo un meritato pomeriggio di riposo...

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