Tappa 40 - Da Echevennoz ad Aosta

Oggi incontrerò Andrea. Già ci pensavo ieri sera. Andrea mi conosce per quello che scrivo qui nel diario. Io, Andrea, non lo conosco per niente. Mi ha gentilmente invitato a sostare nella sua casa durante il mio passaggio in Aosta.

Io, dopo aver ascoltato il Cammino, ho accolto l'invito con spirito pellegrino, confidando nel Suo Amore nei confronti del mio Essere. Il Cammino è la mia Guida, io mi limito istintivamente a seguirlo.

La discesa verso Aosta è stata consapevolmente lenta. Andrea sarebbe passato a prenderci dopo le quattro, quindi abbiamo deciso di prendercela comoda, tanto che abbiamo lasciato Echevennoz che erano già passate le nove.

Il sole ci fa un grande regalo con la sua presenza. Le foglie degli alberi, ancora umide per la forte pioggia di stanotte, brillano al soffio del vento, rendendo luminoso il bosco che attraversiamo. Un ruscelletto gorgoglia accompagnandoci sulla destra del sentiero. Il tempo scorre amico tra risate e confessioni, canzoni e mormorii.

Sono solo 14 Km al capoluogo e più ci avviciniamo e più aumentano le case. Passiamo piccoli centri urbani intervallati da vigneti e altri frutteti.

Ettore fatica a scendere. Trascina un pò la gamba e cammina lentamente ben saldo ai bastoncini. Il ginocchio ha deciso che oggi non vuole collaborare e gli da molto fastidio. Ma da lontano già si vedono le due torri della cattedrale. Non manca molto ed Ettore da buon alpino stringe i denti.

Con mia grande gioia l'approccio alla città non è traumatico come sempre mi aspetto. Nessuna industria, nessuna periferia decadente. Una lunga stradina accoglie il passaggio dai vigneti al centro abitato. Le case aumentano in altezza gradualmente e in maniera ordinata fino a diventare dei palazzi a quattro-cinque piani.

Nel camping a destra della strada festeggiano il ferragosto con musiche e danze. Qualche passo dopo, in un giardino, due ragazzi preparano la griglia mentre gli altri scherzano con una birra in mano.

La Cattedrale di Aosta è una piccola chiesa con due torri che si innalzano ai lati dell'abside. E' aperta quando arriviamo, alle tre del pomeriggio. Cerchiamo qualcuno che ci apponga il timbro sulla credenziale, ma non troviamo nessuno. Quindi ci trasferiamo nella piazza centrale, accontentandoci del "sello" dell'ufficio turistico.

Un giretto veloce per il centro, la visita all'anfiteatro, due cartoline e un delizioso gelato.
Ed ecco la telefonata. Puntuale, poco dopo le quattro, Andrea mi fa sapere che sta arrivando.

Sono molto curiosa di incontrarlo.
 
(continua...)