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Tappa 43 - da Verres a Pont Saint Martin

gio 19 Ago 2010

Un bel sonno ristoratore e una abbondante colazione.

Ringraziamo la proprietaria dell'Ostello che realmente ci ha "coccolato" e partiamo alla volta di Pont Saint Martin. Appena usciti dal paese Laure decide di fare il percorso che ha sulla sua mappa.

Io e Ettore continuamo seguendo i cartelli della Via Francigena e le frecce gialle. Dopo un breve tratto in pianura ci troviamo a camminare tra le suggestive stradine di alcuni borghi, dove scopriamo un bellissimo torchio e ci soffermiamo ad osservare alcuni angoli di storia.

Alcune signore ci salutano con un sorriso e rimangono stupite quando le raccontiamo che proprio davanti ai loro usci di casa passa una delle più importanti vie di pellegrinaggio verso Roma. Una anziana un pò ricurva, appoggiandosi con il bastone mi chiede di portare la sua preghiera in Vaticano. Le sorrido, prendendole la mano. 

L'energia che si può donare con un sorriso sincero è molto più forte di ogni parola. Con un sorriso si condivide la gioia dell'esperienza che si sta vivendo e ci si rende partecipi dell'emozione dell'altro. Il sorriso è la manifestazione più semplice e spontanea dell'Amore incondizionato che abbiamo verso il prossimo e che troppo spesso rimane imprigionato nel Cuore.

Le persone molto spesso non sorridono per paura che il sorriso non venga ricambiato. Probabilmente se imparassimo a sorridere istintivamente solo per l'emozione di farlo, vivremmo in un Mondo pieno di Luce.
Il tratto verso Hone costeggia l'autostrada su un sentiero in sterrato ed erba.

Il rumore delle auto che sfrecciano poco distanti è abbastanza fastidioso ma la vista del Castello di Bard in lontanza riesce a distrarre abbastanza l'attenzione. Ad Hone Ettore ha preso accordi per vedersi con un suo amico alpino. Mentre i due si scambiano ricordi, io mi siedo ad ammirare la fortezza che purtroppo oggi non è accessibile alle visite. E le immagini si tingono di fantasia.

Certo che se avessi una casa grande quanto quel castello, non ci entrerebbe solamente il Mondo, ma tutto l'Universo intero. E mentre penso sorrido. Mi immagino all'ingresso di una enorme sala, accogliendo la lunga fila di Esseri, terrestri e non, che sono venuti a farmi visita.

Ognuno ha in mano un ricordo del luogo in cui vive, per donarmi un pezzetto del loro Mondo. Io ringrazio con un sorriso. E il suono di una dolce melodia inizia ad espandersi in tutto l'ambiente favorendo armonia e leggerezza.

Una mano mi tocca la spalla. Ettore ha concluso il suo incontro e possiamo riprendere il cammino.
Attraversiamo Bard, caratteristico borgo Valdostano. Anche qui purtroppo il turismo sta rovinando la bellezza del luogo. Più che un luogo di storia, mi sembra un teatro all'aperto, dove tutto è recitato e finto.

La strada diventa di sassi: si percepisce il tentativo di costruirla secondo lo stile romano, ma è evidente che si tratta di una modernità. Più avanti invece un bel pezzo di storia ci attende. Tra una scoscesa parete rocciosa e la nuova statale si trova un antico e autentico tratto di strada romana, a mio avviso forse un pò troppo recuperato e pulito, perdendo quindi quell'atmosfera caratteristica del passato.

Ci fermiamo per fare due foto e proseguiamo dritti sul marciapiede verso Pont Saint Martin. In realtà la Via Francigena da quel punto devia sulla sinistra e dopo una ripida salita attraversa un suggestivo tratto in mezzo ai vigneti per poi riscendere a Pont Saint Martin dal Ponte Romano. Noi, invece, colti da un attacco di pigrizia, decidiamo di continuare dritti lungo la statale, comunque sicura per la presenza del marciapiede.

All'ingresso del Paese, un distinto signore mi si avvicina, mentre studia il mio volto. "Ma tu sei la pellegrina che sta facendo tutta la Via Francigena dall'Inghilterra?". Gli sorrido un pò sorpresa e faccio cenno di si con la testa.

E' il Sig. Gianni Cimalando, vicesindaco di Ivrea. Dice di aver letto stamattina su internet la notizia del mio passaggio nella zona del Canavese e mi offre il suo sostegno e la sua disponibilità per il tratto di competenza della sua città. Lo ringrazio e dopo una breve chiacchierata continuamo verso il centro.

Il Ponte Romano nella piazza centrale è un bel motivo di orgoglio per Pont Saint Martin. Ben conservato e ben curato.

L'ostello dove dormiremo si trova lungo la Via Francigena e la signora Angela ci accoglie calorosamente spiegandoci il funzionamento della struttura. Il primo Albergue Comunale italiano incontrato sulla Via e dentro il quale vale la pena alloggiare. Pulito, funzionale e ben curato. Laure, per quanto dovesse fare un percorso più breve, non è ancora arrivata.

Noi ci sistemiamo e approfittiamo per riposare un pò. Con in piedi in acqua e sale, comincio a scaricare le foto e a preparare la pagina di aggiornamento...

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