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Tappa 51 - Da Belgioioso a Orio Litta

lun 30 Ago 2010

Di nuovo sola. Mi sembra di essere all'inizio di un nuovo Cammino, quando, nei pressi della partenza ti guardi intorno cercando un altra persona zaino e sperando che anche lei vada nella tua stessa direzione.

Mi piace camminare sola, tanto quanto poter condividere l'esperienza con qualcuno. 


E stamattina, se potessi scegliere, preferirei condividere... Ma, nell'intorno, nessun altro zaino! Mi incammino lasciando Belgioioso alle spalle.

L'impatto con l'asfalto, dopo tre giorni di riposo, non è dei migliori. Oltretutto ho cambiato la soletta, ormai consumata, delle scarpe, sperando che i piedi non risentano troppo della novità. Questi poveri piedi, che forse sto un pò troppo maltrattando e che non passa giorno che si lamentino a causa del sovraccarico.  

I primi chilometri non offrono un gran bel vedere. Ai lati della strada solo campi incolti e qualche albero disordinato. La pianura, lo ammetto!, in genere mi annoia un pò, ma proprio la sua monotonia è per me la condizione ideale per isolare la mente e riflettere. I ricordi mi assalgono e la testa si riempie di dubbi ed interrogativi. Più cerco di non pensare al passato e più questo mi si presenta davanti nel tentativo di attaccare il mio presente.

E' un passato guerrigliero, mentre il mio presente cerca la pace. Ma spesso la riconciliazione non è così semplice e una "stretta di mano" non basta. Molto spesso, affinchè regni la pace, è necessario combattere. Non sono di indole bellicosa.

Tento sempre di risolvere le situazioni nel modo più pacifico possibile, spesso mettendo da parte orgoglio e rimorso. Perchè solo nell'affronto dei problemi e nel superamento dei limiti del proprio Ego si percorre la strada verso l'evoluzione.

Ma quando ci si ritrova davanti ad muro, senza possibilità di dialogo e compromesso, il tentativo di pace si trasforma prima in un atto di difesa e quindi in uno spietato attacco. Così sto facendo con il mio passato. Ho tentato per tanto tempo di mediare la pace, e per molte cose, ci sono riuscita.

Ma ci sono dei muri, alti e spessi che il dialogo interiore non è proprio riuscito a scavalcare. E quindi non mi rimane che abbatterli definitivamente, perchè stanno ostacolando troppo la mia strada. Eccomi quindi in fase difensiva, studiando il mio piano d'attacco.  Perchè quei muri che ostacolano la libertà del Cuore, io ho deciso di sgretolarli!

Arrivata a Santa Cristina un signore viene in mia direzione sbracciandosi. Mi vuole indicare dove si trova l'ostello ma, ringraziandolo, gli dico che preferisco continuare il Cammino. Proseguo quindi lungo la ferrovia. Il fischio di un treno saluta il mio passaggio. Vedo il macchinista sollevare la mano, mentre io continuo camminando nell'erba alta. In breve sono a Mirandolo Terme dove mi fermo per una merenda.
Alcune coltivazioni di viti colorano il paesaggio.

La vendemmia è vicina e presto questi luoghi saranno in festa per il raccolto. "La città del Vino" - c'è scritto sotto il cartello di ingresso a Camporinaldo.
E superato anche questo piccolo paese mi ritrovo smarrita tra i campi. Alcuni "lavori in corso" hanno messo in confusione la Via e sradicato l'unica freccia presente, ora a terra senza precisa direzione. Inoltre il sentiero è quasi totalmente coperto dalla crescita dell'erba ed è difficile ritrovarne la traccia. Mi salvo con l'aiuto del GPS, calcando pazientemente la traccia viola con ogni passo.

A Chignolo Po, la vista della Residenza Viscontea mi appaga della fatica fatta per raggiungerla.
Non manca molto alla meta. A Orio Litta il Sindaco, dopo la telefonata, mi aspetta per accogliermi. L'asfalto mi accompagna prima ad attraversare il paese di Lambrinia e subito dopo a solcare il ponte sul Lambro.

Appena dopo, una deviazione a destra mi porta su una stradina sterrata, dove un grosso cartello annuncia il "Transitum Padi" che avverrà a Corte Sant'Andrea.. Un vento fresco mi fa compagnia in un tratto senza ombra ed io allargo le braccia dandogli il benvenuto e ringraziandolo per la sua presenza. Intanto il campanile di Orio Litta mi saluta suonando le due.

Il Sig. P.Luigi, sindaco del Paese mi accoglie calorosamente e mi accompagna personalmente all'Albergue, un prezioso esempio di recupero edilizio, permesso da un finanziamento nell'anno Giubilare. E' evidente che ci sia da parte sua un sensibile interesse alle necessità dei pellegrini ed un costante impegno nella promozione della Via. Tutto è ben organizzato e funzionale, quello che in molti, sul librone delle visite, hanno definito "un'accoglienza di lusso"..

E dopo una chiacchierata al bar e un fresco succo di frutta, gentilmente offerto da P. Luigi, concedo un pò di riposo ai miei poveri piedi, godendo appieno di questa preziosa disponibilità.

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