Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena

Condividi

Tappa 54 - Da Fiorenzuola a Fidenza

gio 02 Set 2010

Lascio Fiorenzuola che il sole sta sorgendo. Il cielo è di color del fuoco tagliato dalle scie sfumate degli aerei di passaggio,che incastrandosi tra le nuvole creano geometrie interessanti.

C'è un gran silenzio intorno; solo il vento, a tratti, sibila. Un vento amico che porta gradevoli profumi, oltre che quel fresco che rinvigosce corpo e spirito.

Ai lati dell'asfalto le alte spighe nascondono la vista del paesaggio. Dubito comunque che sia molto da vedere: la pianura solitamente non offre un gran che, nella sua visione generale.
Cammino osservando il labirinto tra i giunchi. Non deve essere facile orientarsi la in mezzo una volta entrati. E mentre mi immagino intrappolata, cercando l'uscita, un forte fruscio mi spaventa. E' solo un cane da caccia, probabilmente smarrito.

Attraversa la strada incurante del passaggio delle auto e scompare nell'altro campo.

E dove tutto è colorato di giallo paglia, un arcobaleno rapisce la mia attenzione. E' il getto d'acqua del'irrigatore che lo fa vivere. Mi fermo ad osservarlo. Compare e scompare ritmicamente al movimento della canna brillando tra le piccole gocce d'acqua.

E proprio dietro all'arcobaleno un cartello mi indica che sono a Chiaravalle, dove si trova la famosa Abazia. Entro per una breve visita al chiostro e mi faccio apporre dalla custode il timbro sulla Credenziale. Poi, con la testa all'insù fissando il campanile, proseguo il mio Cammino.

Supero l'autostrada e la ferrovia, passando su un grosso cavalcavia. Sono le nove e il traffico è intensissimo. Non invidio per nulla tutte quelle persone legate ad orari e scadenze. L'ho detto più volte: non disdegno il lavoro in quanto utile all'evoluzione personale e della società, ma non sopporterei di sentirmici schiava. E purtroppo la maggior parte degli impieghi limitano la libertà sia individuale che collettiva. Qualcuno afferma che il lavoro rende liberi. Quando riuscirò a capire quale, sarò la prima a farlo con entusiasmo.

A San Rocco non ci sono indicazioni. Se non si ha una mappa con il tracciato del percorso diventa difficile proseguire. Alla chiesa bisogna svoltare a destra. E comunque a partire da qui la segnalazione è praticamente inesistente. Troverò una sola piccola freccia con disegnato il pellegrino un chilometro circa prima di entrare in Castione Marchesi. Poi più nulla fino all'ingresso di Fidenza.

Sarà che sono stanca di camminare in pianura e quindi tendo a distrarmi da ciò che mi circonda, immergendomi in pensieri che non hanno tra loro una connessione logica. E per animare un pò la noiosa Via, inizio a pensare a tutti gli amici che mi hanno aiutata sul Cammino e coloro che mi seguono costantemente. E mi torna il sorriso, immaginandoli mentre camminiamo fianco a fianco anche solo per un piccolo tratto.

La Via si districa tra campi e casali. Arrivata alle porte di Fidenza, so che l'Associazione Europea delle Vie Francigene ha segnalato una deviazione: si tratta del guado del fiume Stirone, che non può più essere effettuato. Un amico, tramite email, mi ha anche indicato l'alternativa che però ho dimenticato di segnare e quidi mi ritrovo a non sapere che strada prendere in quanto nessuna variazione è segnalata sul percorso. E puntualmente sbaglio strada, perdendo un sacco di tempo. Alla fine raggiungo Fidenza passando sul Ponte di Sigerico, che poi era l'alternativa segnalata dall'Associazione, e mi reco di corsa alla sede della stessa al lato del Duomo. Li mi aspettano per un confronto.

Confronto interessante e costruttivo, così lo è stato almeno per me, e che sono certa porterà a una fruttuosa collaborazione al fine di accelerare i tempi di sviluppo della Via Francigena. Ho ascoltato con piacere la loro opinione sull'andamento dei lavori, e sopratutto ho finalmente capito qual è il loro ruolo. Così che noi pellegrini possiamo portare il nostro aiuto in maniera più costruttiva e sensata. Mi ha fatto molto piacere la presenza di tutte donne molto impegnate nel progetto e che credono vivamente nella sua realizzazione.

Ho appreso anche quali e quante difficoltà sono presenti, soprattutto per quando riguarda i rapporti con le Autorità Locali, tassello centrale di un puzzle dall'immagine ancora poco delineata.
E con la promessa di sentirci presto, saluto Carla, la segretaria generale ringraziandola per la calda accoglienza e per la disponibilità al confronto.

Mi fermo poi a pranzare con Flora, dell'ufficio del Turismo. Flora si è sposata in Cammino sulla Via Francigena. Mi ha raccontato la sua esperienza e ne sono rimasta affascinata. Deve essere stupendo poter camminare insieme alla persona che si ama e condividere con lei l'emozione di ogni passo. A me questo ancora non è capitato ma confido che prima o poi...

Alle tre mi incammino verso il Convento di San Francesco, dove mi fermerò per la notte. Un simpatico ragazzo dai lineamenti asiatici mi accoglie gentilmente e venuto a conoscenza del mio lungo Cammino, mi invita a cenare con i frati per condividere con loro la mia esperienza.

E nella mia piccola stanza singola finalmente mi concedo un pò di riposo... 

Mappa

Risorse nelle vicinanze...loading

Altre pagine di diario