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Tappa 55 - Da Fidenza a Fornovo di Taro

ven 03 Set 2010

Anche stamattina esco molto presto. Mi aspettano più di 30 chilometri per raggiungere Fornovo.

Riprendo la Via, uscendo da Fidenza per una strada asfaltata, ma poco trafficata nonostante sia l'orario di punta per chi si reca al lavoro.

Seguo poi sulla sinistra un bellissimo vialetto alberato che finisce ai piedi una chiesetta in località Pieve di Cabriolo. Da qui, attraversata la Provinciale, prendo un sentiero sterrato che entra in un boschettoe in breve comincio a salire.

La pianura, devo essere sincera, mi aveva un pò annoiata ma adesso, finalmente, il saliscendi delle colline torna a coccolarmi e a stimolare i miei sensi.
Camminando sulle  verdi cime, il vento mi sussurra pace e ristabilisce armonia. Non c'è nulla che ora mi turbi. Mente vuota. Cuore ricettivo. Ascolto il messaggio di Libertà che la Natura mi sta donando. Mi fermo. E guardo l'intorno.

Il silenzio mi avvolge e il soffio mi accarezza, fresco. E ringrazio.
Dopo aver curiosato nella Chiesa di Siccomonte, la via torna a scendere lungo un campo e di nuovo a salire per ritrovare l'asfalto. Un lungo tratto di strada mi porta prima a Pieve Cusignano e verso sinistra a Costamezzana.

Le auto passano rare ma veloci. E i conducenti sembrano ignorarmi. Devo tenermi con la mano la visiera del cappello per evitare che mi si sfili al loro rapido passaggio.
Per fortuna la Via cambia in sterrato, e con essa l'ambiente.

Un fitto bosco accoglie i miei passi che lentamente avanzano lungo la salita. E in cima la torre di un piccolo castello mi osserva dall'alto. Una freccia poco prima indicava "Hostaria Castello". Mi aspettavo del turismo. Ho trovato un luogo cupo e deserto.

Poi alcuni strani rumori da dietro la torre mi hanno suggerito di allontanarmi rapidamente ed io ho dato retta al mio amico istinto, lasciandomi il mistero alle spalle.
L'istinto... molti consigliano di non dargli retta.

Altri credono sia nemico della ragione. Io credo che sia il campanello del Cuore. Un avvertimento, un consiglio, un richiamo per destare il nostro interesse verso qualcosa che può servire alla nostra crescita interiore.

O, appunto, per farci evitare situazioni che solo ostacolerebbero il nostro Cammino e di cui forse non abbiamo bisogno. E' come una vocina amica che ti suggerisce la strada che devi percorrere. Non è detto però che porti sempre a situazioni piacevoli.

L'istinto suggerisce i percorsi che è necessario affrontare per la propria evoluzione, siano essi di semplice risoluzione o difficoltosi, ma comunque sempre indispensabili alla nostra crescita personale. La ragione, invece, inibendo o combattendo l'istinto, spesso porta ad evitare momentaneamente certi percorsi che però la Vita, prima o poi ci ripresenterà perchè è indispensabile che noi li affrontiamo.

Quante volte certe situazioni, difficoltà o conflitti interiori, si ripresentano alla nostra porta perchè non abbiamo mai avuto l'occasione o il coraggio di affrontarli di petto? O quante situazioni invece, anche molto difficoltose, si sono poi risolte perchè abbiamo dato retta al nostro istinto, senza troppo ragionare, e non si sono più ripresentate perchè ormai apprese dal nostro Essere?

Quante volte mi è stato consigliato di usare la testa... per fortuna che il mio campanello del Cuore suona sempre talmente forte che è impossibile non darli retta!

Il profumo dell'uva mi rapisce. Non resisto. Ne colgo un grappolo. E mentre assoporo ogni acino, continuo camminando tra vigneti e campi fino a scendere di nuovo a valle e per poi ancora risalire. Il sole accompagna la mia serenità tra queste colline.

Arrivo a Medesano e approfitto dell'orario del pranzo per fare una sosta e comprare un panino.

La Via prosegue in cresta ad una collina tra campi incolti e prati, sotto un caldo sole. Arrivata a Felegara il sentore cambia. La serenità si trasforma in leggera ansia. Percepisco qualcosa che mi disturba. Prima di inoltrarmi nel Parco del Taro, mi guardo ben intorno assicurandomi che nessuno mi veda imboccare la Via. Ma l'ansia continua a camminare al mio fianco, costringendomi più volte a voltarmi indietro. Ma nulla.

Intorno a me solo steppaglia, sulla sinistra il letto, quasi totalmente asciutto, del fiume Taro e sulla destra il gigante autostrada. Alcuni uccelli, smuovendo le foglie, mi spaventano. Il mio ingresso a Fornovo è teso. Prima una discarica di rifiuti abusiva e alqualto sporca, poi una lunga aera industriale in parte in disuso e deserta, mentre sull'altro lato l'autostrada che mi corre al fianco. Il silenzio a sinistra, il rumore a destra. Dietro nessuno.

Davanti la paura di incrociare qualcuno mal intenzionato. Di solito non ci penso, ma questa volta l'ambiente è riuscito a pregiudicare i miei sensi. Accellero il passo, nonostante la stanchezza, con l'unico obiettivo di uscire da li il più presto possibile. Raggiungo il ponte sul Taro e faccio un bel respiro.

A Fornovo il sentore comunque non cambia. Cittadina mediamente più sporca delle altre e dall'aria pesante. Provo a cercare alloggio presso la parocchia del Duomo, ma dopo il primo tentativo senza risposta, preferisco non insistere ed incamminarmi verso Riccò, una località  due chilometri fuori dalla Via, dove le suore di "Villa Santa Maria" mi danno un'ospitalità di lusso.

Ad allietare e rasserenare la mia giornata c'è l'incontro con Marco, un pellegrino di Parma, che sapendo del mio arrivo in zona è venuto a trovarmi. Tra un aperitivo e una splendida cena a base di tortelli al burro, il tempo passa lieto mentre ci scambiamo le nostre esperienze e racconti sui vari Cammini.

Marco è un vero pellegrino, voglio dire: è un pellegrino anche nella Vita e non solo quando cammina! Scopriamo di avere molte idee e pensieri comuni il che aiuta entrambi a consolidarli.

La stanchezza però mi invita ad un pò di riposo. Saluto e ringrazio di cuore Marco per avermi dedicato un pò del suo tempo, che mi riaccompagna al mio alloggio.

Al rientro trovo un'altra sorpresa. Non sono da sola. Conosco Mario, un pellegrino canadese in viaggio da Besançon per Roma. Scambiamo quattro parole in inglese e ci diamo appuntamento per camminare insieme la tappa di domani.

Avremo quindi tutto il tempo per confrontarci. Ora sogno solo il letto. 

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