Tappa 57 - Da Cassio all'Ostello della Cisa

"Io sono fuori di testa, ma voi lo siete più di me!" - la frase che segna il mio incontro con Guido e Alberto, della provincia di Milano. Dopo una notte insonne a causa della fastidiosa musica proveniente dal bar di fronte all'Ostello, decido di alzarmi.

Sono appena le sei del mattino. Esco per prendere una boccata d'aria, sperando che, chissà, mi si rinfreschino le idee e mi venga l'ispirazione per scrivere qualcosa. Ma un messaggio giunge sul telefono. E' datato stamattina ore 1:35.

"Siamo qui fuori, mezz'ora prima di partire vieni a svegliarci". Qui fuori?? I vetri dell'auto sono appannati. Due ragazzi dormono beatamente sdraiati sui sedili: uno con il proprio sacco a pelo, l'altro con addosso una coperta.

Li guardo incredula sorridendo e poi busso al finestrino. Inizialmente vengo ignorata, ma al battere più forte un'occhio di Alberto si apre e si mette a ridere. E a seguire anche Guido alza la testa e mi indica con un gesto di andarmene.

Si capisce che anche loro non hanno dormito!. Mi appoggio il dito indice sulla tempia: "Io sono fuori di testa, ma voi lo siete di più!". Abbassano il finestrino. Mi presento, dato che è la prima volta che li vedo. Ci siamo scambiati solo qualche messaggio su Facebook.

E ieri sera Guido mi aveva anticipato che, se fosse riuscito a liberarsi da un impegno, sarebbe venuto a far tappa con me oggi. Ed sono arrivati in due. Li invito a salire all'Ostello per darsi una lavata. Anche perchè dobbiamo aspettare un altro temerario prima di partire.

Sì, perchè a momenti arriverà anche Paolo da Venezia, che camminerà con me per due giorni. Ma con Paolo eravamo già d'accordo da alcuni giorni sul dove e sul quando. Anche Paolo, non lo conosco personalmente.

Segue il mio viaggio quasi dall'inizio e finora abbiamo avuto un costante dialogo virtuale. E proprio nel momento in cui decido di scendere per controllare se arriva, me lo ritrovo davanti al naso. "Ciao" - mi dice in veneziano sorridendo. Spalanco gli occhi, ricambio il sorriso e lo abbraccio forte, come se fosse un amico che non vedo da tanto tempo. Poi lo guardo bene in viso. Mi sembra di vedere la sua foto su facebook. Sportivo e sempre sorridente.

Sono tutti pronti per partire. Manco solo io. E mentro finisco di preparare lo zaino i miei accompagnatori chiacchierano e fanno un pò di conoscenza.

Alle 7:30 si parte. Sono veramente euforica. I primi minuti trascorrono tra curiosità e domande. Si parla della Via Francigena, del Cammino di Santiago, della montagna, delle maratone. E tra un argomento e l'altro si commentano le bellezze del paesaggio.

Stiamo camminando in cresta alla montagna, sulla statale della Cisa. Ma essendo domenica e mattino presto la strada è praticamente deserta e ci permettiamo di camminare tutti sulla stessa riga nella corsia di sinistra. Da un lato e dall'altro godiamo di bellissime vedute delle valli sottostanti. Ma io oggi sono rapita dalle persone.

Tre amici appena conosciuti e dei quali voglio godere al massimo la simpatia e la follia in questa che oggi si è confermata essere realmente una grande avventura, ricca di emozioni e colpi di scena! Prendiamo un sentiero che esce a destra. Una scena alquanto comica lo scavalcamento di una scaletta per passare dall'altra parte di un recinto in filo spinato. Io, che non riesco con lo zaino. E in tre ad aiutarmi. Faccio mille e mille chilometri, ma per alcune cose sono una grande imbranata!

Il tempo passa in fretta. Si commentano esperienze e luoghi, si osservano piante e fiori, ci si scopre ad ogni parola e ad ogni gesto. E lo schermo-internet ormai è già superato!
In lontananza scorgiamo Berceto.

Una cittadina in movimento. Le vie sono gremite di gente e i negozi, per nostra gran fortuna , sono aperti, così che riusciamo a comprarci qualcosa da mangiare per pranzo. E mentre la signora dell'alimentari ci mette un secolo per preparare a me e a Paolo un panino, Guido e Alberto si rilassano curiosando nella piazza. Riesco anche a salutare il sindaco per telefono, con il quale avrei dovuto avere un incontro, ma che per problemi di comunicazione non ero più riuscita a rintranciare.

Lasciamo Berceto lungo una strada asfaltata per poi entrare in un sentiero tra i boschi. Il cammino continua ad essere il nostro principale argomento, mentre passo dopo passo affrontiamo la ripida salita.

La tappa di oggi non è lunga ed in breve ci troviamo al bivio che conduce all'Ostello Cisa, la nostra meta. Dal bivio ci sono altri 2-3 chilometri che in discesa ci riportano sulla statale. Anche questo ostello è un'antica casa cantoniera ristrutturata e adibita ad alloggio per pellegrini e frequentatori di montagna, oltre che a bar-ristorante, per la gioia mia e di Paolo che già sognamo qualcosa di caldo da mangiare stasera.

Festeggiamo l'arrivo e il nostro incontro con un bel pic-nic all'aperto, che immortaliamo con una foto.

Verso le tre Guido e Alberto ci lasciano, incamminandosi lungo la statale, sperando nel potere dell'autostop. Devono tornare a Cassio a riprendersi l'auto.

Io e Paolo invece approfittiamo del pomeriggio piovoso per farci una bella dormita ristoratrice.  Nessuno dei due era riuscito a dormire la notte scorsa: io per la musica e lui per il viaggio in treno.

Il resto del tempo passa conversando e confrontandoci, anche perchè io senza internet proprio non riesco a lavorare!

E dopo una cena calda il nostro pensiero va già alla tappa di domani...speriamo solo che non piova! :-)