Tappa 58 - Dall'Ostello della Cisa a Pontremoli

Sono riuscita a dormire otto ore consecutive. Avevo proprio bisogno di riposare. Anche Paolo dice di sentirsi in forma e in breve lasciamo l'Ostello, sperando di trovare sul Passo un bar per poter fare colazione.

Rifacciamo, in salita, il sentiero di ieri fino a riprendere la nostra Via. Il terreno è umido e i sassi un pò scivolosi, a causa delle pioggie di questa notte. In pochi minuti ho già le punte dei piedi completamente bagnate.

Il sentiero sale attraversando il bosco fino a raggiungere la cima dove un gruppo di cavalli pascola liberamente. Mi fermo ad osservarli. E mi si riempie il Cuore di sollievo vedendo animali che ancora sono lasciati liberi di vivere. Paolo nel frattempo è chiamato dal senso del dovere. Una indicazione buttata a terra cattura la sua attenzione e da buon appassionato di montagna si incarica di rimetterla al posto. Scendiamo lungo una cresta erbosa.

Il panorama è splendido, se non fosse per il "mostro-autostrada" che lo macchia con il suo grigio e lo disturba con il suo rumore. Facciamo qualche foto e continuamo la discesa verso il Passo della Cisa, attraversando un fitto bosco. Qui un forte profumo di funghi rapisce i nostri sensi. L'intensità dell'odore è tale che mi stimola la salivazione e nonostante a me i funghi non piacciano, sogno un bel piatto di risotto ai porcini.

E tra un passo e l'altro mi diverto a cercarli appoggiandomi alle conoscenze di Paolo per sapere se sono o meno commestibili.
Arrivati al Passo ci rassegnamo a saltare la colazione. L'unico bar, che dovrebbe essere aperto (così ci assicura un militare di passaggio) ha le serrande abbassate. Ci consoliamo con la visita ad una bella chiesetta in cima ad una suggestiva scalinata.

Peccato non ci sia il timbro per la credenziale, in ricordo di questo luogo pieno di energia. Il Cammino continua in una fitta pineta. Sento la magia del luogo. "Solo manca incontrare una fata o un folletto" - dico a Paolo sorridendo. Ma nel Cuore spero di avere il privilegio un giorno di incontrare veramente uno spirito della Natura. La strada inizia a scendere, mentre Io e Paolo continuamo a chiacchierare e a confrontarci.

Paolo è un ottimo compagno di camminata. Rispetta il mio passo e i miei silenzi; non si lamenta di nulla e sopratutto sopporta il mio Essere, cosa non facile. Forse un pò aiutato dalla lettura dei miei diari, ma sopratutto anche attraverso la sua esperienza di "montanaro", ha colto in pieno quali sono le mie esigenze durante il cammino, rendendo questa esperienza insieme, interessante e matura.

A parte quando si trattava di cibo. Paolo! Se ti dico che non voglio mangiare una cosa, non la mangio! Punto e basta! Non insistere!. Si, perchè Paolo da buon appassionato e goloso! si fermava spesso a piluccare tutta la frutta che trovava. E in questa tappa è stato come camminare in un ortomercato! Prugne, mele, more, mirtilli, pere e tanta, tanta uva! Un insieme di colori e profumi. Una tavola di sapori e salute. Ma io oggi non sentivo il bisogno di tanti doni.

E' un continuo saliscendi. Attraversiamo boschi, guadiamo piccoli torrenti, camminiamo lungo stretti sentieri a ridosso di antichi muretti dove i rovi crescono disordinati. Attraversiamo esili ponti e calpestiamo pietre ricche di storia. Paolo, più informato di me in questo campo, mi racconta di viandanti e contadini di un tempo, che pazienti assemblavano i sassi per falicitare il passaggio di muli e carretti.

Ed ecco che la Magia del Cammino si manifesta. Tra un discorso e l'altro, Paolo aveva espresso il desiderio di poter vivere l'esperienza del calore umano e della solidarietà lungo la Via.

E proprio mentre pilucca tra i grappoli appesi ad una rete, un signore lo chiama, e accertatosi che siamo pellegrini, ci invita a riposarci nel suo giardino, mentre la moglie ci prepara uno spuntino. Sono Giorgio ed Esterina di Milano.

Sono in pensione e trascorrono molto del loro tempo in quest'oasi di pace. Sono anche loro due pellegrini. Hanno fatto il Cammino di Santiago e Giorgio, a tratti, anche la Francigena. "Sono stato aiutato quando avevo bisogno d'aiuto. E adesso, è il minimo che io aiuti chi passa lungo la Via" - ci dice Giorgio. Esterina offre a Paolo del vitello tonnato e dei pomodori con del vino, mentre per me ha preparato del pane con la ricotta e un uovo fritto. Praticamente un pranzo che compensa la colazione non fatta.

Ringraziamo di cuore i due cogniugi e riprendiamo il nostro cammino a stomaco e Cuore pieno!
"Vedi Paolo, tu chiedi e il Cammino ti da! Sempre, se realmente hai bisogno!" gli dico sorridendo e fermamente convinta della Magia che avvolge il Cammino. Che sia forse anche un segno, un richiamo per Paolo che pensa già da tempo di fare un'esperienza simile, ma che fino ad ora non è mai riuscito a concretizzarla.

Continuamo con il saliscendi. Comincio a sentire un pò di fatica nelle gambe. Attraversiamo altri piccoli borghi, camminando su stretti sentieri e in mezzo a boschi. Fino all'ultima salita che ci porta al cospetto di una piccola chiesa, al passo della Crocetta. Da qui si vede Pontremoli. Scendiamo lungo una Via Crucis per un sentiero in pietra fino ad arrivare ad Arzengio, dove ci fermiamo in un piccolo bar per un caffè e un succo di frutta.

Mancano solo tre chilometri alla meta, dopo una tappa non molto lunga ma sicuramente dispendiosa in tempo. L'impatto che ho con il paese non è molto confortante. Lo stesso sentore provato al mio arrivo a Fornovo.

Ma la presenza amica di Paolo aiuta a scacciare via la nascente ansia. Peccato che oggi la nostra esperienza insieme finisca. Paolo deve giustamente tornare dalla sua famiglia, oltre che al lavoro da cui si è preso in giorno di ferie per venire a camminare con me.

E dopo essermi sistemata presso il Convento dei Frati Cappuccini, lo accompagno alla stazione per un ultimo abbraccio. Grazie Paolo per la tua presenza e il tuo continuo sostegno!

Certo adesso non siamo più solo due nomi che si scambiano messaggi dietro lo schermo piatto di un computer!

A presto, caro Paolo, certa che ci saranno altre occasioni!