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Tappa 61 - Da Sarzana a Massa

ven 10 Set 2010

La porta socchiusa. La piazza deserta. Il semaforo verde. La strada a senso unico. La serranda sollevata. Il croassant caldo.

E lasciandomi Sarzana alle spalle sento che oggi sarà diverso.

E mi guardo intorno.

La salita di pietra. L'edera sul muro. Le foglie secche sul bordo. La ragnatela tra l'erba. Il cancello arrugginito. La fortezza sulla cima.

E rivivo un pezzetto di storia che mi porta con la mente al passato.

Una bimba bionda. Il grembiule bianco. La campanella all'intervallo. Il quadernone a quadretti. Il tema d'italiano. E mio padre, che se non ero più brava degli altri mi metteva in castigo. Mio padre.

Cammino con lo sguardo fisso a terra. Mio padre mi amava tanto. Io però l'ho capito troppo tardi.

Perchè l'Amore spesso si capisce quando si perde. Perchè siami ciechi. E non sappiamo apprezzare le cose che abbiamo.

L'insonnia. Il respiro affannoso. Il contenitore delle medicine. La sedia a rotelle. La mela cotta e passata. Le punture sulla pancia. L'impotenza davanti al "Non c'è più nulla da fare". Il rimorso di non aver fatto abbastanza, ora e prima.

La mano gelida. La morfina. Gli occhi nel vuoto. Una carezza. La mia mano sul suo Cuore. L'ultimo respiro. Il lungo pianto. Un pianto che continua silenzioso, ma che si quieta ad ogni passo che faccio.

Perchè adesso, mio padre, ce l'ho nel Cuore più di prima. E, finalmente, lo sento in tutto il suo Amore. E mi consola. E mi sostiene in ogni passo.

I muri in cemento. Il cassonetto della spazzatura, pieno. Il fumo dalla ciminiera. La coda delle auto al semaforo. Il mozzicone di sigaretta a terra. C'è troppo di "umano", oggi, sulla mia strada.

E, proprio oggi, il mio Essere non lo vuole. Troppo asfalto. Troppe case. Troppi odori, cattivi. Troppo rumore. Devo uscire da qui. E accelero il passo.

Ma dopo Aversa nessuna indicazione.

Una salita tra gli ulivi. I bambù mossi dal vento. Una casa diroccata. Il braccio graffiato dal rovo. E una spina nel Cuore che sto cercando di togliere. Quella spina gialla e verde che altro non mi ha dato che sofferenza.

Natal: l'incontro. Rio de Janeiro: il sogno. Miami: la speranza. Londra: l'addio. Lisbona: il ritorno e la promessa. Un'email: l'abbandono. E dopo tre anni, ora, è tempo di toglierla, questa spina! Per sentirmi libera di Amare di nuovo e di essere Amata.

E mentre cammino in costa alla montagna la Natura mi soccorre e riporta il sereno.

I grappoli d'uva. I pini profumati. Una farfalla azzurra. La vista sul mare. Ed infine una lunga discesa. Il Duomo di Massa mi indica la direzione. E mentre penso al Cammino mi torna il sorriso.

Una grande villa. La fontana con i pesci. Il velo color panna. Il calore di un abbraccio. Suor Virginia mi accoglie nella sua casa: la Casa Famiglia delle Figlie di Gesù. Non vuole nulla in cambio. Le basta sapere di poter essere d'aiuto. "Il viaggio è ancora lungo - mi dice - i soldi ti serviranno sicuramente per altro".

Ed ecco che sento l'Amore, racchiuso in un semplice gesto.

L'Amore: il tessello che manca per completare e dar senso al puzzle della Vita.

Perchè senza l'Amore, immagini, fatti, azioni ed emozioni sono solo macchie lasciate nel tempo e nello spazio. 

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