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Tappa 65 - Da San Giminiano a Monteriggioni

mer 15 Set 2010

Un velo di nebbia avvolge le dolci colline attorno a San Giminiano. Le torri dominano la quiete dell'alba.

E lasciandomi le antiche mura alle spalle, un pò mi dispiaccio di non essere riuscita a vivere come avrei voluto questo angolo di storia. Mi volto indietro per ammirarlo un'ultima volta con la promessa di ritornare.

Anche Vincenzo si è svegliato di buon ora. Io ho il passo più svelto del suo, ma abbiamo deciso di camminare il primo tratto insieme, fino al punto in cui si può scegliere quale percorso fare per arrivare a Monteriggiori.

Sono infatte segnalate due possibilità. Appena superato il paese di Monteoliveto la Via ufficiale devia dalla strada asfaltata verso destra inoltrandosi in uno dei più bei tratti di tutta la Francigena italiana, su un percorso totale di poco meno di 30 chilometri.

Se si continua invece diritto per Santa Lucia si risparmiano cinque o sei chilometri, costretti però a camminare su asfalto per tratti più lunghi e spesso trafficati. Sono molto indecisa su quale strada prendere. Solitamente seguo la Via ufficiale, che fino ad ora è sempre risultata la soluzione migliore sia a livello naturalistico-culturale che di chiarezza nella segnaletica.

Ma i piedi già cominciano a lamentarsi, dopo il grande sforzo di ieri e ho realmente timore che qualche chilometro in più possa un pò compromettere l'andamento del mio Cammino. L'istinto mi porta a continuare per Santa Lucia. Vincenzo appoggia la mia scelta e per un tratto mi segue.

Appena dopo Santa Lucia uno scavo blocca la discesa verso valle. Gentilissimo il capo cantiere ci consente di passare: "Ma attenti a dove mettete i piedi!" - ci suggerisce con il suo vocione.
Dopo un breve tratto sulla provinciale, una piccolissima freccia appiccicata ad un cartello stradale indica di svoltare a sinistra per uno sterrato. Si capisce subito che si tratta di un sentiero poco frequentato. La vegetazione è abbastanza incolta, per quanto si riesca a passare senza grossi problemi.

Un grosso ragno tesse la sua tela tra i fusti di due esili piante e un brivido mi attraversa la schiena. Rivedo mia madre sul letto di ospedale: una grossa flebo di penicillina attaccata al braccio e noi bambini, io e mio fratello, piangendo per paura di perderla. Era stata morsa proprio da un ragno, la mia mamma, e forse per shock anafilattico, stavamo rischiando di perderla. Il "trauma infantile" ogni volta riemerge. E più sono grossi, i ragni, e più mi pietrifico al loro cospetto.

Una fobia che sto cercando di combattere. E il Cammino, da buon Maestro me ne da subito l'opportunità. Distolgo lo sguardo da quella ragnatela e in pochi secondi mi pietrifico. Siamo circondati da grosse ragnatele e ragni di dimensioni variabili tra uno e quattro centimetri. Non ho mai visto così tanti ragni insieme in vita mia, giuro! Mi blocco. Non riesco più a fare un passo. Sono da tutte le parti e la luce del sole ne risalta i contorni.

Vincenzo mi sprona ad andare avanti, ma ci vuole qualche secondo perchè io riprenda contatto con la realtà del momento. Capisce che sono terrorizzata e si offre di farmi da scudo. Io mi avvento sul suo braccio e, sguardo fisso sui miei piedi, riprendo a muovermi a piccoli passi. Ogni tanto trovo il coraggio di guardarmi intorno. Ho paura, ma è grande la brama di riuscire ad affrontare questo limite che ho. E' solo questione di duecento metri e tutto torna alla normalità.

Ringrazio Vincenzo per il suo aiuto, e dopo aver bevuto un goccio d'acqua, riprendo il mio passo deciso. La Via prosegue su sterrato in cresta alle colline. Il panorama è splendido. Immense distese di viti tingono di viola e giallo il terreno. Ormai è tempo di vendemmia e gli "stagionali" sono pronti con secchio e grembiuli per cogliere i grappoli. Molti sono stranieri e mi guardano incuriositi. E ci scambiamo un saluto.

Arrivata a Colle Val d'Elsa mi fermo per una veloce merenda e costeggiando la Provinciale proseguo in direzione della meta. Nel frattempo l'inattesa telefonata del Sindaco di Monteriggioni, Bruno Valentini, mi da un motivo in più di allegria e la speranza di potermi confrontare con lui sulla Via, almeno per il tratto di sua competenza.

La strada per Monteriggioni prosegue piacevolmente a tratti su sterrato e asfalto. Questa parte della Toscana è realmente suggestiva. E attraversarla a piedi la valorizza incredibilmente. Un pò mi pento di non aver intrapreso la Via ufficiale. A detta di amici che l'hanno percorsa si tratta di una parte di gran valore. Ma già trascino i piedi. Oggi proprio non ce l'avrei fatta. Mi riprometto di tornarci a breve termine.

Le mura di Monteriggioni dominano la collina davanti a me. Un suggestivo angolo di storia preziosamente conservato. E mentro affronto l'ultima salita, mi immagino in povere vesti medioevali, scortata da due Templari a cavallo, proprio come un antica pellegrina. Quanta energia nell'intorno, quanti piedi hanno calcato questa strada! E da oggi anche io mi sentirò un pò parte della Storia di questi luoghi. Attraverso le mura e subito percepisco la sensibilità della gente nei confronti del pellegrinaggio. Una vetrina a carattere medioevalesco attira la mia attenzione e mi affaccio nel negozio. Una simpaticissima ragazza mi da un caloroso benvenuto.

"Sei una pellegrina, vero? benvenuta a Monteriggioni". Il suo sorriso mi allieta il Cuore. E' la conferma che qui, a Monteriggioni, i pellegrini sono i protagonisti. Federica mi indica l'Ufficio Turistico e ringraziandola le prometto che passerò sicuramente più tardi per una chiacchierata.

Leda, la receptionista, mi da le chiavi del mio alloggio e mi dice che sono invitata a pranzo nel ristorante di fronte, con mio grande stupore e altrettanto piacere.
E' Giuliano Mariotti che mi invita,membro del direttivo dell'Associazione Europea delle Vie Francigene. E mentre decido cosa ordinare, ecco che entra Federica, la dolce ragazza del negozio. La invito a sedersi al mio tavolo e dopo poche parole già percepisco che oggi è solo l'inizio di una bella amicizia.

Infine l'atteso incontro con il Sig. Bruno Valentini, sindaco di Monteriggioni e il Sig. Giuliano, due persone realmente impegnate nello sviluppo e nella promozione della Via Francigena e che soprattutto credono nel valore culturale e personale del pellegrinaggio. Ma d'altronde non potevo aspettarmi altro. Qui a Monteriggioni si respira aria di continua evoluzione. La Via è ben curata e ben segnalata, l'accoglienza è calorosa e l'ostello pulito e funzionale.

Ci sono persino sala da pranzo e una cucina super attrezzata. Più di quello che un pellegrino spera di trovare. E la loro volontà è quella di continuare a migliorare, creando più posti letto e potenziando l'accoglienza. Se solo in ogni comune ci fosse la stessa sensibilità....

Grazie per il vostro impegno! 

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