CF08 - Tappa26 - Da Montefiascone a Viterbo

Dopo una disordinata partenza, in cui il gruppo si disperde alla ricerca di un bar dove fare colazione la domenica mattina alle 7, mi ritrovo da solo a percorrere il più lungo tratto di basolato dell’intera Via Francigena: tre chilometri all’uscita da Montefiascone.

La solitudine non mi dispiace affatto: quando la bellezza è tanta, riesco ad apprezzarla meglio se sono solo. Inoltre i ritmi del gruppo non si conciliano con il tempo necessario per scattare delle buone fotografie. Mi sbizzarrisco in sequenze di scatti, ma a un certo punto mi fermo perché mi servirebbe un soggetto che cammini sulla Via, possibilmente con lo zaino in spalla. In quel mentre sento delle voci alle mie spalle, mi volto e vedo arrivare un gruppetto dei miei compagni di viaggio.

Basta chiedere…

Risolto il problema delle foto, il resto della tappa è privo di particolari emozioni. Viterbo si avvicina molto lentamente, risalgo faticosamente fino a Porta Fiorentina.

L’oratorio dove dovremo dormire è molto lontano dal centro, e mentre finisco di leccare il gelato penso che sarebbe bello se Federico potesse darmi un passaggio. Non finisco il pensiero, e Federico si materializza di fronte a me. E’ venuto in centro a lavare i panni, e casualmente è capitato nel mio stesso bar.

Due desideri esauditi in un giorno: la Francigena sta incominciando a funzionare.

Alberto Conte