CF08 - Conclusioni

Eccomi ritornata a casa dopo la mia settimana di Francigena da Siena a Viterbo…..ma sono davvero qui?

In realtà mi sento ancora in cammino, ma più aerea (….sarà che non ho lo zaino che mi pesa sulle spalle..!), mi porto dietro la leggerezza del pellegrino. Non te ne rendi conto, quando, sotto il sole cocente o in salita o nei percorsi impervi, fatichi a mettere un passo dietro l’altro.

Eppure quando meno te l’aspetti ti coglie una vertigine: sei al centro del mondo, sei niente e tutto in potenza, sciolta dai vincoli sociali che ti definiscono, i limiti che ti sei data si sfilacciano e le tue gambe si sintonizzano sul cammino, libere dalla mente, leggere.

Chissà dove andremmo se il satellite (angelo custode materializzatosi in un GPS) non ci indicasse la rotta e ci conducesse in porto. Lì trovi sempre qualcuno che è arrivato prima e che ti accoglie lanciandoti la cima per l’ormeggio.

Talvolta è un ormeggio di fortuna, ma la precarietà rende tutti più autentici: impossibile mettersi in vetrina, mostrando il nostro profilo migliore e, di fronte alla nostra e all’altrui nudità, ci scopriamo solidali, affettuosi, tolleranti. Fratelli.

Così in questo cammino ho capito cosa significa  fraternizzare. Non è quel vincolo che ti lega a doppio filo, ma piuttosto, nel riconoscimento della tua autonomia, la pienezza del ritrovarsi, la condivisione dell’esistenza, in un momento della tua vita.

Così io sono grata ai miei compagni di percorso per avere avuto il privilegio di condividere con loro il dentifricio e il cerotto, i paesaggi mozzafiato, i raggi incandescenti del sole, il ristoro delle terme, l’abbraccio sincero, la stanchezza, lo scoramento, il riposo….il cammino.

Ora il mio cuore è affollato di tutti voi e sono in buona compagnia…

Daniela Mancuso

 

Questo cammino non lo definirei mai una vacanza, ma piuttosto un’esperienza, una bellissima esperienza ricca di emozioni intense e uniche; a colpirmi sono state le persone del gruppo e le dinamiche che il gruppo ha scatenato oltre,ovviamente, alla bellezza, alla vastità e alla forza della natura e dei paesaggi che solo attraverso un viaggio a piedi, lento e faticoso si è potuto apprezzare.


Ho avuto la fortuna di fare più tappe, più ritorni; sono arrivata per un fugace week-end (Massa-Lucca) e poi ripartita per poi tornare per un periodo più lungo (Monteriggioni-Montefiascone) ed infine tornare il 30 sera (a Roma)-non potevo perdermi il gran finale.

Allora dicevo il gruppo; anche lui mutevole e dinamico; fatto di partenze e nuovi arrivi ma anche di costanti, mi riferisco alle persone che hanno fatto l’intero percorso, ebbene proprio loro sono state differenti a secondo del gruppo; all’inizio un po’ sulle difensive freddi o addirittura scostanti per poi rilevarsi disponibili e accomodanti, forse il clima crescente di armonia ha contagiato tutti noi me compresa.

Esperienze come questa ti portano ad accorciare le distanze ad aprirti a considerazioni o confidenze che in condizioni normali non avresti mai condiviso con persone fino ad allora sconosciute.

Un’altra cosa curiosa è stata l’assoluta trasversalità generazione del gruppo (dai 61 ai 27 anni) ma non ci sono mai stati gruppi chiusi omogenei per età; ho visto nascere amicizie tra persone di età più diverse.

Un’altra cosa che dà idea del bel clima è il fatto che quasi sempre i partecipanti prolungavano la loro permanenza a tornavano più volte. L’ultimo giorno a Roma, a tappa ormai conclusa, ci si salutava in continuazione, quasi a non volerci lasciare …

Le mie aspettative sul viaggio sono state ampiamente superate, non avrei mai creduto che questa esperienza mi lasciasse un segno così profondo: insomma sono soddisfazioni!

Susanna Di Ciò