CF08 - Tappa10 - Da Pontremoli ad Aulla

Uscire da Pontremoli a piedi oggi è molto difficile: bisognerebbe affrontare due curve in trincea sulla statale, senza vie di fuga. Meglio prendere l’autobus e farsi scaricare due chilometri più in là.

Carico la borraccia e m’incammino verso Ponticello, piccolo borgo antico. Incontro un indigeno felice del mio interesse per il paese, di cui va molto fiero.

Riesco a visitare la pieve di Sorano, gioiello francigeno, prima di salire a Filattiera, il cui castello domina la vallata. Mangio un boccone e m’incammino verso sud, attraversando una grande foresta. C’è chi dice che Dante – che frequentò spesso la Lunigiana -  si sarebbe ispirato a questa “selva oscura” per la sua Commedia. Mi viene in mente mentre parlo al telefono con mia moglie Susanna. “Sono in mezzo al cammin della mia vita”, le dico.

Il giro di boa mi sembra perfetto. Avvicinandomi al castello di Filetto incontro Luigi, la guida che mi accompagnerà per la seconda parte della giornata. Un uomo grande e appassionato, membro del CAI e padre adottivo di questo tratto di Francigena, che cura amorevolmente, con cartelli multicolori scritti a mano.

Durante tutto il cammino dimena un piccolo e robusto bastone per liberare il sentiero dai rovi. Mi racconta aneddoti e curiosità sui dintorni. A Virgoletta ci affacciamo dal loggiato della piazza, che buca le mura che danno sulla vallata, all’altezza del terzo piano. Qui a volte si sporgevano gli asini, e gli abitanti dei villaggi vicini alimentarono la leggenda che gli asini di Virgoletta abitano al terzo piano.

Concludiamo la giornata percorrendo chilometri di strada antica, forse romana, con qualche traccia di basolato che affiora ogni tanto.
La tappa è varia, gradevole, interessante, ombreggiata, piuttosto facile. Insomma, una tappa piena di pregi.

Alberto Conte