CF08 - Tappa12 - Da Marina di Massa a Camaiore

Mi faccio riaccompagnare in auto ad Avenza, dove riparto per rilevare il nuovo percorso pedemontano che dovrebbe consentire l’attraversamento del Comune di Massa evitando le zone industriali, che certo non renderebbero giustizia a un territorio pieno di attrattive.

Oggi quindi percorro un itinerario diverso dal gruppo, che arriverà a Pietrasanta passando per il lungomare. Dopo un breve tratto in pianura, il percorso inizia a salire verso le colline, su una strada molto carina che però sembra finire nel nulla.

I proprietari della cascina attigua al sentiero, molto gentili, ci guidano tra gli ulivi, mostrandoci un varco che loro hanno aperto nei giorni scorsi. La deliziosa pista nel bosco termina in un vigneto, dove un altro proprietario molto gentile ci dice che possiamo passare senza problemi. Passo, con qualche perplessità: temo infatti che quando questi signori saranno invasi da un continuo passaggio di pellegrini golosi d’uva potrebbero cambiare idea.

Il percorso si assesta a una quota di un centinaio di metri, convergendo in una via con un nome che non potrebbe essere più appropriato: Via dell’Uva. E i vigneti si sprecano, svelando un volto inedito della produzione Massese.

Il percorso pedemontano è decisamente più lungo dei rettifili che tagliano le zone industriali di Massa e Carrara, e anche meno corretto filologicamente, poiché quasi sicuramente la Francigena passava in pianura. Ma mentre mi godo i bei panorami, l’assenza di traffico, la frescura, mi convinco che non c’è scelta: il nuovo percorso non può essere che questo
 
Scendo in una città deserta, i cui abitanti, mi dicono, sono quasi tutti al mare. Un panino servito con insolita gentilezza da un barista che s’interessa a quello che stiamo facendo, e via di nuovo verso le colline. Due chiacchiere con Massimo Bigini, il progettista di questo tratto, giusto il tempo di complimentarmi, e via verso Castello Aghinolfi e Pietrasanta.

Anche in questo tratto il nuovo itinerario proposto dalle Amministrazioni sembra funzionare. Uscendo da Pietrasanta, provo il percorso che dopo la Pieve di san Giovanni s’inoltra verso Camaiore. L’amico Franco Alessandri mi ha avvisato che l’hanno ripulito qualche giorno fa. Trovare il varco non è facile, ma il lavoro che Franco e i suoi hanno fatto è stupefacente: un tunnel tra la vegetazione, con tronchi, rami, sterpaglie appoggiate a terra a testimoniare una lotta improba contro la forza della boscaglia che fa di tutto per chiudere questo prezioso passaggio.

Da qui a Camaiore è un attimo. Dormiamo in uno splendido palasport, gentilmente messo a disposizione dall’Amministrazione.

Alberto Conte