CF08 - Tappa17 - Da Gambassi Terme a San Gimignano

Apro gli occhi nel teatrino dell’oratorio di Gambassi. Ho dormito sul palco, ed è giusto che mi goda uno spettacolo inatteso.

Jannina è seduta davanti a me, lo sguardo verso la platea, il blocco da disegno sulle ginocchia, la mano che lavora rapida. Le gambe sono ancora avvolte nel sacco a pelo, ma noto stupefatto che ha già indossato il cappello di paglia a larghe tese, da cui non si separa mai.

Mi avvicino, e scopro che sta disegnando i nostri amici che dormono in platea, ammucchiati uno accanto all’altro. La luce è perfetta per una fotografia, e riesco a fermare un momento indimenticabile.
Tappa breve, di trasferimento a San Gimignano, ma non per questo meno interessante di altre. Il paesaggio è tra i più belli della Toscana, e non manca una perla rara che aggiungo alla mia collezione Francigena: la pieve di Cellole, che per una serie di coincidenze non avevo ancora visto.

L’impatto con una San Gimignano invasa dai turisti è duro: l’ultima volta sono stato qui a Novembre, e l’atmosfera era molto affascinante. Mi riprendo con due chiacchiere con un oste che ha ricavato una bottega nell’antica stalla di casa sua. Vende a prezzi onesti panini con il salame fatto dal suo amico macellaio, taglia le fette a mano e le depone sulla fetta di pane con la stessa cura con cui generazioni di contadini hanno modellato il paesaggio che ci circonda. E mi racconta che l’affettatrice fa male al salame, lo scalda, gli fa perdere l’aroma.

Il tendine mi fa male. E’ mezzanotte. Un massaggio e poi a letto, tra sei ore si riparte.

Alberto Conte