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CF08 - Tappa25 - Da Bolsena a Montefiacone

ven 25 Lug 2008

Oggi è una giornata speciale, per più di un motivo.

Perché so che la tappa sarà molto bella.
Perché la percorreremo in gruppo, accolti a metà strada da Renato Trapè, un amico mio, di Susanna, della Via Francigena.
Perché finalmente calpesteremo il basolato della Cassia Antica.

Partiamo quindi insieme dalla chiesa di Santa Cristina, e imbocchiamo il bell’itinerario che gradualmente sale sul fianco della caldera del lago di Bolsena, con panorami che passo dopo passo si fanno sempre più ampi.

Oggi è la prima giornata di cammino per Alessandro Cannavò, giornalista del Corriere della Sera e grande appassionato della Francigena, alla quale ha dedicato molti begli articoli negli ultimi anni. Camminiamo insieme, commentando il bel panorama, la strada, il nostro viaggio fino a qui.

Al parco del Turona incontriamo Renato, che ci accoglie insieme a Marcello e Maria. Proseguiamo insieme, tra i sentieri del parco, fino ad arrivare al meraviglioso basolato della Cassia.

Ci ho già camminato spesso, ma ogni volta non posso fare a meno di emozionarmi pensando a quante persone sono passate di qui calpestando le stesse pietre. Quanti pellegrini, santi, re, imperatori, guerrieri, malfattori. E adesso io e il CamminaFrancigena.

Abbandoniamo il basolato per una piacevole deviazione: a casale Maccaroni, due amici di Renato ci hanno preparato una sorpresa. Un piccolo aperitivo, a base di Est Est Est, il vino locale, e susine, in un meraviglioso uliveto con vista sul lago. Un sogno.

Ci togliamo le scarpe e vaghiamo scalzi e felici come bambini in questa specie di giardino dell’eden.

Renato ci richiama all’ordine, e a malincuore partiamo alla volta di Montefiascone, dove arriviamo stanchi ed accaldati. Raggiungiamo il convento dei Frati Cappuccini, una bella struttura piena di bambini schiamazzanti inseguiti da pazienti educatori.

Nel tardo pomeriggio Renato viene a prenderci con un autobus per portarci a visitare San Flaviano, originalissima chiesa ai piedi della cittadina, e proseguire quindi verso il lago, dove ci aspetta un romantico aperitivo. Lo scenario è da brivido, con il sole che tramonta lentamente dietro all’isola Martana.

Siamo stanchi, abbiamo fame, ma Renato, con un gesto che definisce di “dittatura (fiocamente) illuminata”, ci intima di rimanere fino alla scomparsa del sole. Obbediamo, per comprendere poco più tardi che ne vale la pena.

Cena in allegria, in una cantina del paese. Renato è sempre ospitale. Una bella amicizia la nostra, nata e cresciuta lungo la Via.

Alberto Conte

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