CF08 - Tappa30 - Da Campagnano a Roma

Oggi si viaggia in gruppo. Dobbiamo arrivare a Formello verso le 11, per salire sul bus che ci porterà alla stazione di Cesano, da dove proseguiremo in treno per Monte Mario.

Infatti per il momento il tratto che da Formello porta a La Storta (Submansio di Sigerico) e da qui a Roma lungo la via Trionfale deve essere percorso su strade molto trafficate, pericolose per chi va a piedi, in particolare in gruppo.

Calcolo male i tempi, senza tenere conto dei problemi di Cristiano e Angela, che camminano a fatica per qualche strascico di malanni alle gambe. E quindi per qualche chilometro temo di non arrivare in tempo a destinazione.

Il tratto tra Campagnano e Formello non è male, molto panoramico, molto verde e in buona parte su strade sterrate. Purtroppo il Santuario della Madonna del Sorbo, principale attrattiva della zona, è un eterno cantiere. Mi avevano assicurato che l’avrei trovato aperto, ma ci fermiamo davanti ai cancelli su cui campeggia il budget speso dal 2004 a ora per il restauro: più di 600.000 Euro. Bene.

Mentre saliamo verso Formello veniamo fermati da una troupe che sta girando un video musicale. Gli attori scendono questo tratto di Via Francigena su un’antica Lancia Spider. Aspettiamo pazientemente che la scena finisca, anche se rischiamo di perdere il nostro autobus, e quando finalmente la Lancia arriva l’autista si sporge gridando “non frenaaaaaaa!”. Ovviamente siamo molto veloci a scansarci, prima di affrontare l’ultima salita del nostro lungo viaggio.

Un’interminabile corsa in autobus ci porta a Cesano, dove mentre aspettiamo il treno alcuni di noi cambiano espressione, iniziando un cerimoniale di commiato che durerà più di 24 ore.
Angela e Davide scrivono saluti sui bastoni di Cristiano, qualcun altro si scambia gli indirizzi, e lo sguardo sognante che ha accompagnato tutto noi durante il viaggio lascia il posto a un velo di tristezza.

Scendiamo alla stazione di Monte Mario, dove veniamo catapultati nel traffico della periferia Romana. Dopo qualche centinaio di metri ci vengono incontro Alfredo ed Emanuela, i nostri compagni di viaggio “romani”, che piantano l’auto nel bel mezzo dello svincolo del Policlinico Gemelli, per rifornirci di acqua, bibite fresche, birre e (indispensabili per un vero pellegrino in arrivo a Roma) patatine.

Ci avviciniamo lentamente a Monte Mario, il “Monte della Gioia” dove ci aspetta la vista della meta. Entriamo nel parco alla spicciolata, ci fermiamo sulla terrazza panoramica giusto il tempo delle foto di rito, per poi proseguire verso valle, alla ricerca di un bar dove mangiare un boccone.

Come spesso accade, il gruppo si fraziona, qualcuno si perde, e ci vorranno quasi due ore prima di ricomporlo ed entrare in Piazza San Pietro, nel bel mezzo della confusione di un mercoledì di Luglio.

Ci abbracciamo per entrare in piazza, e superiamo il confine di Stato con un salto collettivo. Poi baci, abbracci, qualche lacrima, tanto sudore per il caldo insopportabile che regna in piazza.

Altra raffica di foto, e il gruppo si divide: qualcuno è molto stanco, e si dirige verso il convento dove passerà la notte; qualcuno sceglie la meta Sacra, ovvero la tomba di San Pietro; qualcuno una meta simbolicamente laica, ovvero il monumento di Giordano Bruno, a Campo dei Fiori.

Ci ritroviamo a cena, per la distribuzione dei Testimonia: quello ufficiale, riservato a chi di noi ha raggiunto Roma, e il “nostro”, illustrato da Jannina, che ricorderà a chiunque ci abbia accompagnato, anche per pochi giorni, questa splendida avventura.

Alberto Conte