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Sorrisi

mer 20 Apr 2011

Dopo una ricca colazione, Cristina ringrazia le sorelle che l’hanno ospitata e, trascinando il solito carrellino, ci avviamo verso il cimitero di Vetralla. Qui incontriamo Domenico di Milano, un amico di Pietro. Oggi sarà lui a farci compagnia. Cristina già lo ringrazia per la sua disponibilità e gli spiega che cosa si deve fare. Iniziamo quindi una nuova giornata tra adesivi e vernice. Come sempre i tratti sull’asfalto sono i più semplici da segnare: c’è sempre un segnale stradale o un guard-rail a disposizione dove appiccicare un adesivo. Il “lavoro” difficile arriva quando si cammina su sterrato o si entra in un bosco dove spesso non si trova nessun sostegno. E noi, usciti da Vetralla, dopo un tratto di strada asfaltata ci troviamo a camminare proprio su una strada bianca che sale dolcemente sulle colline. Non essendoci migliore soluzione, Cristina mi disegna sui pali di legno della luce. Sono pali che assorbono molto la vernice. Ma credo che sarò comunque ben visibile quando sarò asciutto. E Cristina mi da sempre la forza di crederlo, ogni volta che, finito di spruzzare il nero, mi sorride soddisfatta.

Oggi la vedo più tranquilla. Deve essere per il fatto che Domenico si è offerto di portarle il carrellino per tutta la tappa, così che sicuramente riuscirà a muoversi con più libertà e riposare un po’ le braccia.

In cima a una collina ci ritroviamo davanti ad un casale. Cristina si arrampica su dei massi cercando un punto ben visibile, mentre una signora si avvicina incuriosita. Le spieghiamo cosa stiamo facendo e lei con un dolce sorriso concorda sulla necessità di migliorare la segnaletica e ci dice che aiuta sempre i pellegrini quando passano indicando loro la direzione e offrendo dell’acqua. Cristina le lascia un adesivo da attaccare fuori alla porta, facendola così entrare nel gruppo degli “amici della Francigena” e cioè di tutti coloro che in qualsiasi modo sono di aiuto alla Via e ai suoi “viandanti”

Il nostro “lavoro” prosegue senza grosse difficoltà. E mentre attraversiamo un bellissimo uliveto, incontriamo tre pellegrine. Sono austriache, partite da Buonconvento e dirette a Roma. Bellissimi i loro sguardi pieni di entusiasmo quando spieghiamo che a partire da quel momento avrebbero trovato la Via completamente ben segnata. Sorrisi!…ecco ciò che mi riempie di soddisfazione e mi fa capire quanto importante sia la mia presenza per rassicurare il viaggio di tutti i pellegrini…

Dopo una breve pausa per il pranzo riprendiamo il cammino su un sentiero poco battuto e quindi nuovamente la strada asfaltata. In lontananza già si vede la nostra meta, Viterbo, immersa tra i campi.

Costeggiamo per qualche chilometro la superstrada: la sporcizia in alcuni punti purtroppo supera il tollerabile. E oltre ai classici sacchi pieni di rifiuti, ci imbattiamo anche in mobili ed elettrodomestici rotti e, persino, in lastre di amianto. Accidenti che pessimo biglietto da visita! Se penso che mi tocca star qui ad osservare le facce schifate dei pellegrini, italiani e stranieri, che passando storcono il naso dalla vergogna!

Cristina fa un paio di foto, per ricordarsi il punto esatto di questo “brutto vedere”… e dal suo sguardo imbruttito capisco che presto le farà recapitare a chi di dovere.

Viterbo ormai è vicina. Ma, per un motivo che Cristina ancora non ha ben capito, il percorso, al posto che tirar dritto verso la città, devia allungando di almeno un chilometro. Attraversato un sentiero di erba incolta a lato di una rete  arriviamo di fronte ad una tomba etrusca. Peccato che questa sia nascosta dietro ad una discutibile struttura , e per di più non visitabile. Quale il senso, quindi, di passarci davanti? Eppure una ragione ci deve essere! Anche io sono curioso di saperlo dato che mi tocca star qui a guardarlo tutto il tempo… qualcuno può toglierci questa curiosità?

Un centinaio di metri più avanti è necessario oltrepassare un vecchio cancello. Apparentemente sembra chiuso con un lucchetto. Ma, amici pellegrini, non fatevi ingannare dalla presenza della catena. C’è un piccolo ingranaggio che apre la porticina permettendo il passaggio dei pedoni.

Da qui, in una mezz’ora, arriviamo a Viterbo. Bellissimo il centro storico medioevale, merita realmente una visita.

Stasera siamo ospiti di Pietro e Lorena, che in questi giorni ci hanno aiutato moltissimo. Una bella chiacchierata e una cena squisita. Lorena è realmente un’ottima cuoca: stasera risotto con gli asparagi, zucca al forno insaporita con le spezie e carciofi fritti. Un vero banchetto per Cristina che è vegetariana…Un sentito grazie a questi amici “francigeni” che già da molto tempo operano per la valorizzazione della Via Francigena, promuovendo i valori pellegrini.

Meno stanca delle altre sere, Cristina prepara le nuove dime prima di coricarsi. Domani ci si mette in cammino verso Montefiascone.

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