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Saremo pronti ad accogliere tutti

gio 21 Apr 2011

Un forte abbraccio a Lorena in segno di gratitudine per l’ospitalità e la gentilezza dimostrata e riprendiamo il nostro viaggio. Stavolta siamo senza carrellino in quanto la nostra amica si è anche offerta di portarcelo direttamente all’ostello di Montefiascone per evitare di trascinare quella zavorra. Anche oggi c’è un bel sole. Nei pressi di Porta Fiorentina, incontriamo Francesco e Anna. Si sono offerti per darci una mano in questa tappa verso Montefiascone e chissà che, dipendendo dalla stanchezza, ci accompagnino anche domani. Dopo uno “stop” alla panetteria per comprarci la tipica “pizza bianca” romana, eccoci in cammino attraverso la periferia di Viterbo.

Ogni tanto qualcuno ci guarda perplesso, non capisco se è perché ci fermiamo ad osservare ogni palo che incontriamo oppure perché Cristina, con addosso i guanti “usa e getta” da chirurgo, e i vestiti sporchi di vernice rossa,  non risponde ai quei requisiti di normalità che ci si aspetta da una ragazza che passeggia per strada. Ma, indipendentemente da tutto, l’importante è che la gente inizi a chiedersi a cosa servono questi simboli rossi e bianchi con un piccolo pellegrino nel centro. Dovreste vedere le facce dei più curiosi quando mi osservano…

Arrivando al cimitero svoltiamo a sinistra e dopo qualche centinaio di metri la strada diventa bianca. Nonostante sia giovedì, ci sono molte persone che fanno sport. Qualcuno corre, qualcuno passeggia o va in bicicletta. Attraversiamo anche una zona termale, con piscine naturali solfuree dove molti turisti, accampati con i loro camper, approfittano per un bagno caldo. Consigliamo a tutti i pellegrini di portarsi sempre un costume da bagno. Oltre a questa, lungo la Via Francigena ci sono diverse occasioni per una pausa rigenerante.

Proseguendo ci inoltriamo nella campagna Viterbese. E, tra uno stop e l’altro, Cristina e compagni si raccontano episodi di vita e di Cammino. Anna e Francesco non hanno mai fatto un pellegrinaggio. A loro piacciono le situazioni un po’ estreme e camminano molto in montagna, oltre a fare arrampicata. Francesco è anche dedito al parapendio. Anna però dice che un Cammino a Santiago è nei suoi desideri e che preferirebbe farlo da sola. Cristina concorda. La prima esperienza di Cammino, se ci sono le condizioni, sarebbe meglio viverla soli, preoccupandosi di se stessi e non di altri, rispettando i propri ritmi e le proprie esigenze, per imparare a conoscersi meglio e a percepire le nostre reali esigenze. Una persona cara a fianco, proprio per il bene che le si vuole, rischia di influenzare troppo le nostre scelte lungo il cammino e farla diventare una esperienza molto più difficile di quanto non lo sia.

La camminata è proprio piacevole e la temperatura ottimale. Si inizia a salire su una collina e qui incrociamo tre pellegrine tedesche di Francoforte. Sono partite da Siena dirette a Roma. Cristina regala un adesivo ad ognuna spiegando loro di continuare seguendo i nuovi segnali lungo il percorso ufficiale.

Dopo avermi disegnato con la vernice su una fontana, Cristina e compagni si fermano sotto la fresca ombra di un piccolo albero per mangiare. Di fronte a noi la cupola del Duomo di Montefiascone domina dall’alto il paesaggio.

Mancano pochi chilometri alla nostra meta, ma il caldo inizia a farsi sentire e il passo rallenta. La strada bianca diventa sentiero in erba, attraversando un piccolo spazio tra i campi e da qui inizia la bellissima via romana a tratti conservatasi come allora, con le caratteristiche pietre a formarne la pavimentazione. Chissà quanti viandanti, pellegrini, mercanti, cavalieri hanno camminato su questa via verso Roma: quanta storia e quanto Cuore!

E proprio sui questo tratto incontriamo altri pellegrini. Un ragazzo brasiliano, dello stato  del Mato Grosso partito da Roma e diretto a Santiago e una coppia di signori svizzeri partiti da Aosta e diretti a San Pietro.

E poi dicono che non c’è gente sulla Francigena!  Con l’apposizione della nuova segnaletica sono certa che ci sarà in breve un’esplosione di presenze… e noi? Saremo pronti ad accoglierli tutti?

La salita prima di Montefiascone è abbastanza dura e ci ruba tutte le energie rimaste. E mentre Cristina fa l’ultimo segnale con la vernice, il click di una macchina fotografica le distoglie l’attenzione. Si tratta di un giornalista, Alberto, che racconterà brevemente la nostra avventura su un quotidiano locale.

Cristina ringrazia Francesco e Anna. Hanno deciso che torneranno domani per aiutarla ancora fino a Bolsena. Ci incamminiamo quindi verso il nostro luogo di accoglienza, dove ci aspetta l’ospitaliera Edy. Si tratta di un ex convento dei cappuccini, ora casa di accoglienza “Raggio di sole”. Una struttura enorme con un centinaio di posti letto, adattissima sia come casa vacanza che come luogo per raduni ed incontri. Cristina già pensa di farne uno qui tra pellegrini della Via Francigena…

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