Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena Camminafrancigena

Condividi

Più difficile

dom 17 Apr 2011

Accidenti che stanchezza! Tra uno sbadiglio e l’altro ci lasciamo alle spalle La Storta, continuando ad apporre la segnaletica. Fa un po’ fresco ma si prospetta un’altra giornata di cielo limpido, che certo favorisce il lavoro…

L’asfalto del paese si trasforma presto in sterrato che ci porta a camminare prima in una piccola valle fino a raggiungere una parte collinare boschiva. In questi luoghi non sempre è facile trovare lo spazio per mettere le indicazioni.. si cercano rocce, alberi, paletti di legno ma capita che queste abbiano una superficie irregolare o troppo assorbente, lasciando il segnale a volte non ben definito, altre un po’ opaco… Un’altra difficoltà stà nel fatto che la segnaletica deve essere apposta bidirezionalmente, il che vuol dire, ad ogni incrocio, mettersi nei panni di chi va a Roma e anche di chi va in senso contrario e cercare quindi dei luoghi subito ben visibili al pellegrino rispetto al senso in cui sta viaggiando, cosa assolutamente complicata… ma ovviamente Cristina e compagni non demordono e trovano quasi sempre una soluzione: tolgono il muschio da una roccia con una spazzolina, strappano i rovi davanti a un vecchio muro… e dove proprio non si riesce viene scattata una foto georeferenziata del luogo in questione che verrà mandata agli organi competenti affinchè possano provvedere all’apposizione di cippi, frecce o qualsiasi altra cosa che possa colmare la mancate indicazione.

Ci troviamo ad attraversare un rio saltando su stabili rocce. Certo che se il ruscello fosse in piena non so se sarebbe possibile oltrepassarlo… sicuramente un ponticello renderebbe le cose più semplici.

Presto il sentiero nel bosco si apre in una bella radura, ma a disturbare la sensazione di libertà che ne deriva ecco che passando a lato di una casa, tre grossi cani iniziano ad abbaiare e a venirci incontro. Il padrone non si degna di richiamarli nemmeno dopo essere stato da noi sollecitato: “di cani slegati ce ne sono molti in questa zona, non vedo perché dovrei legare i miei!”. E Cristina, rivolgendosi ad Agostino esprime la propria disapprovazione. Questo tipo di arroganza e sfacciataggine la infastidisce molto. Alcuni cani posso diventare molto pericolosi, soprattutto se addestrati ad esserlo ed è quindi necessario tenerli legati oppure semplicemente chiudere il cancello della proprietà. Cristina scatta una foto georeferenziata del discusso luogo e promette di far presente alle autorità la situazione.

E mentre i cani dietro di noi continuano ad abbaiare ci ritroviamo a camminare in mezzo alla pista di decollo di aeroplani telecomandati… abbiamo dovuto leggermente deviare dal percorso, in quanto quello ufficiale non è più agibile. Si passava lungo il recinto di un campo, per poi riprendere la strada principale. Ma ora questo campo è stato seminato e il passaggio che prima c’era ora non esiste più.

Continuando tra le colline si inizia sentire di nuovo il rumore delle auto che sfrecciano sulla Cassia. Presto la raggiungiamo scavalcandola su un ponte e miei tre amici, visto un piccolo bar ad una stazione di servizio decidono di fermarsi per pranzo. E’già l’una e mezza.

La strada per Formello è in leggera salita e principalmente asfaltata quindi, avendo a disposizione sia i pali della luce e che quelli dei segnali stradali non troviamo difficoltà nel mettere adesivi e verniciare. Subito dopo ci ritroviamo dentro ad un bellissimo parco. E’ domenca e molte famiglie approfittano del bel tempo per fare un pic-nic o una grigliata. Cristina ricorda che quando è passata lo scorso anno, la vallata si presentava deserta e silenziosa. Un signore ci ferma chiedendoci incuriosito cosa stiamo facendo. “Io sono stato uno dei primi a segnare la Francigena in queste zone” ci dice orgoglioso. “Bene che ci siano persone che continuano a farlo!” Lo salutiamo e proseguiamo in salita affrontando gli ultimi chilometri che ci separano dalla nostra meta, Campagnano.

Ormai è pomeriggio inoltrato. Cristina inizia ad essere visibilmente stanca, tanto che arrivati ad una gravosa salita, è costretta a fermarsi ogni pochi metri a riprendere fiato. Tirare il carrellino è veramente duro, tanto che già le si stanno formando le vesciche alle mani. Ma non c’è altra soluzione. Il materiale da portarsi dietro è maggiore rispetto a quando si va a fare il solo pellegrinaggio. E Cristina non ce la farebbe se dovesse portarsi tutto in spalla. Per questo ha ideato questo carrellino, ma si sta rendendo conto che forse non è la soluzione migliore… senza bagaglio appresso sarebbe realmente tutto più semplice.

Ma Cristina, nonostante le difficoltà, continua con il sorriso facendo tutto questo per me, un piccolo pellegrino nero…

Si cominciano a vedere le prime case e, lentamente, ci avviciniamo al centro di Campagnano. Mettiamo l’ultimo adesivo di fronte all’antica porta di ingresso e ci incamminiamo al Centro Parrocchiale dove dormiremo questa notte. Don Renzo è sempre molto gentile e accoglie i pellegrini con i mezzi che può. Stasera si dorme in un aula dell’oratorio su dei materassi a terra. Cristina accende subito il suo computer e rimane amareggiata nello scoprire che non c’è connessione e che quindi non sarà possibile pubblicare il resoconto della giornata di oggi… Peccato! Lei ci tiene moltissimo a raccontare le sue esperienze di Cammino. Sapere che ci sono persone che la leggono è per lei molto gratificante rispetto a quello che fa. Non poter comunicare diventa invece motivo di tristezza. Speriamo che domani riesca a farlo…

Mappa

Risorse nelle vicinanze...loading

Altre pagine di diario