Si parte!

Il sole illumina il cupolone. Cristina si affretta a controllare che tutto sia pronto e in pochi minuti siamo in Cammino verso la Cattedrale. Alle 9:00 la piazza è gremita di gente e la coda per visitare la tomba di San Pietro già forma un semicerchio lungo tutto il colonnato. Cristina è visibilmente emozionata. Il ricordo dell’arrivo, lo scorso anno,  dopo 2100 Km a piedi, è ancora molto vivo. Al centro della Piazza ci aspetta un amico. E’la prima volta che Agostino e Cristina si incontrano, dopo varie telefonate e email. Agostino è di Roma e lavora nel campo dell’informatica e si è gentilmente offerto di dare il proprio contributo al progetto di valorizzazione della Via di Sigerico, occupandosi del sito web dell’Associazione “Camminando sulla Via Francigena” , di cui Cristina è fondatrice. In pochi minuti ci raggiunge anche Stefano dall’Aquila. Stefano, appassionato di viaggi a piedi, studia alla facoltà di beni culturali e anche lui ha conosciuto Cristina tramite internet. Una bellissima foto con lo sfondo della Cattedrale segna l’inizio della nostra importante impresa.

Tra gli sguardi curiosi delle persone e quelli attenti della polizia, Cristina mette la prima indicazione: un adesivo sul primo palo disponibile appena fuori dal colonnato. E a seguire,  ad ogni importante incrocio e deviazione. Incontriamo due pellegrine tedesche partite da Siena e con entusiasmo spieghiamo loro il lavoro che stiamo facendo. Doreen e Katrin sono felici nell’apprendere la notizia, mentre ci spiegano le difficoltà che hanno incontrato nel seguire la Via. Ci scambiamo le email e ci salutiamo, come da rito, con “Buon Cammino”!
E mentre ci dirigiamo  verso MonteMario, Cristina racconta ai suoi amici le sue prime impressioni su questo nuovo Cammino. Marciare in senso contrario è realmente come fare un nuovo Cammino… si vede tutto con un’altra prospettiva, per quanto i luoghi si riconoscono, ma ci si sofferma su particolari totalmente differenti, cose di cui  “all’andata” nemmeno si era accorta. Tutto diventa perciò una scoperta e Cristina quindi vive questo inizio con ancora più entusiasmo…

La salita a MonteMario è più difficoltosa di quanto ci aspettavamo, ma la fatica è premiata, all’arrivo in cima, da uno splendido panorama, lo stesso che aveva portato Cristina a commuoversi per la fine del suo viaggio, ma che adesso prende un significato diverso… la speranza che, ponendo una segnaletica uniforme e continua su tutto il territorio nazionale, finalmente la Via possa essere camminata da tutti senza difficoltà…
E mentre attraversiamo il bosco una voce si alza tra un gruppetto di persone. “Tu non mi conosci, ma io conosco te… sei Cristina , vero?”  Incredibile!  E’ una ragazza che lavora alla redazione di FrancigenaLibrari del Ministero dei Beni Culturali e che l’anno scorso si era occupata della pubblicazione del diario di Cristina. Stava accompagnando un gruppo di studenti inglesi e stava parlando di Francigena. E il destino ha voluto che in quel momento passassimo noi a portare una autentica esperienza di pellegrinaggio…

Ancora sorpresi per l’incontro avvenuto proseguiamo il nostro Cammino tra vernice e adesivi… Dopo un lungo tratto di asfalto attraverso i quartieri periferici di Roma, giungiamo all’ Insugherata, un bellissimo angolo di natura scavato in un piccola vallata… qui purtroppo abbiamo trovato alcune difficoltà a segnare il percorso in quanto non ci sono supporti adeguati né alla verniciatura, né agli adesivi. Oltrettutto il sentiero non è propriamente “pulito”  e si presenta con erba incolta, ma comunque in questo momento percorribile.
Ci auguriamo che con l’arrivo dell’estate qualcuno si occupi di fare un po’ di manutenzione … è un luogo talmente suggestivo che sicuramente i  pellegrini rimarrebbero impressionati nel trovare in piena Roma un tale angolo di pace… servirebbe semplicemente tagliare l’erba e apporre alcuni cippi o comunque dei supporti per poter apporre le indicazioni. (e magari, nel tempo, sarebbe utile se ci fosse una piccola area di ristoro con un tavolo, un paio di panchine e una fontanella…)
 Sbuchiamo sulla Via Trionfale, lungo la quale solitamente si prosegue fino ad immettersi sulla Via Cassia e quindi dirigersi verso La Storta, la meta di questa prima tappa.

Ci è stata però segnalata una possibile alternativa, che eviterebbe di camminare nell’intenso, rumoroso e pericoloso traffico di queste importanti vie di ingresso per Roma e decidiamo quindi di verificarne la percorribilità… scopriamo che effettivamente è molto più gradevole in quanto si cammina in mezzo alla natura, in un ambiente tranquillo e soprattutto molto più sicuro. Sarà compito adesso degli organi competenti la valutazione dell’effettiva fruibilità del percorso. Rientrati sulla Via Cassia attraversiamo La Storta tra gli sguardi sempre incuriositi delle persone fino a raggiungere la “Casa Nostra Signora”, dove ci fermeremo per la notte…  Cristina riesce a scrivere solo qualche riga del suo diario ma la stanchezza prevale e crolla in un sonno profondo …