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AlbertoConte

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Diario di un hospitalero del Cammino di Santiago

Gli “albergue” sono una delle caratteristiche più originali del Cammino di Santiago, l’itinerario pedonale di 800 km che attraversa il nord della Spagna.

Si tratta in genere di ostelli molto spartani, molto simili ai nostri rifugi di montagna, in cui decine (o centinaia) di pellegrini dormono stipati, pagando una cifra irrisoria, che va da un donativo volontario a un massimo di 6 Euro per gli albergue pubblici, 10 Euro per quelli privati.

Gli Albergue sono quasi sempre gestiti da volontari, che dedicano un paio di settimane del loro tempo libero a un’attività fondamentale per lo sviluppo dell’itinerario. I volontari fanno capo a varie organizzazioni, più o meno grandi. La più importante è quella degli “Hospitaleros Voluntarios”, che gestisce più di 3000 volontari provenienti da tutto il mondo, che lavorano in 22 ostelli lungo il Cammino.

L’accoglienza è uno dei punti deboli della Via Francigena, anzi oggi è il punto debole, poiché si spera che la segnaletica venga completata in tempi relativamente rapidi. Per questo motivo ho deciso di studiare da vicino il modello di gestione degli Albergue, e di partecipare a uno dei corsi preparatori che si tengono nei primi mesi dell’anno in varie località della Spagna.

Ho pensato che un’esperienza del genere avrebbe potuto essere molto interessante anche per mio figlio Filippo, ventiduenne che deve ancora capire da che parte gira il mondo, e non so come sono riuscito a convincerlo a seguirmi in quest’avventura.

Dopo due giorni di un corso tenuto magistralmente da otto hospitaleros veterani provenienti da mezza Spagna, abbiamo capito che le due settimane di volontariato avrebbero potuto essere un’esperienza straordinaria per entrambi, e siamo entrati a pieno titolo tra gli “hospitaleros”, con tanto di medaglietta al collo.

Ana, il coordinatore dell’organizzazione, ci ha assegnato la gestione dell’Albergue di Najera, una graziosa cittadina della regione della Rioja, dove termina l’ottava tappa del Cammino. Il nostro turno va dal 1 al 15 Agosto 2009, nel periodo di punta dell’afflusso dei pellegrini.

Per arrivare a Najera ho deciso di partire una settimana prima da Saint Jean Pied de Port, tradizionale inizio del Cammino Francese, per camminare insieme a mia moglie Susanna nell’unico tratto del percorso che ancora non conoscevo.

Questa è quindi la storia del mio viaggio, cominciato con lentezza, e che a un certo punto si è fermato.

Alberto Conte